TUTTO IN - Babbaluti nel terzo millennio e San Lorenzo ed il vescovo

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Domenica 23 Aprile 2017 ore 22:45
San Marco d'Alunzio (ME): I Babbaluti nel terzo millennio

Chi non è Aluntino, cioè abitante di San Marco d’Alunzio, la chiama festa dei “babbaluti” ma guai a dirlo nella città d’arte perché rischiate di essere apostrofati.
I babbaluti, per gli aluntini, sono solo una componente della festa del Crocefisso che si ripete da secoli, l’ultimo venerdì del mese di marzo. È un rito tra paganesimo e religiosità che si perpetua da secoli, da quando San Marco d’Alunzio prese vita e vede trentatre persone, tanti quanti furono gli anni di Criito, incappucciati con dei sai blu. Babbaluti significa penitenti e quindi le persone che si pentono dei loro peccati e scalzi, con indosso i “Piruna", le pesanti calze di lana di pecora lavorate a mano, gridano al crocifisso il loro pentimento.
I babbaluti portano la vara col Cristo in Croce, un’opera lignea del 1652 e recentemente restaurata, ed un quadro raffigurante l'Addolorata che viene trafitta da sette spade. Opera del 1600. I Babbaluti si schierano ai lati della vara e con delle lunghe aste di legno sorreggono il crocefisso ed il quadro mentre uno di loro, il capo, cammina all’indietro, rivolgendo sempre lo sguardo verso il Crocefisso, Tutti insieme ripetono all’unisono e per ore la frase "Signuri, misericordia, pietà!".
Tra di loro ci sono anche delle donne, che come gli uomini chiedono una grazia oppure ringraziano per quella ricevuta. Chi non vuole rischiare di essere riconosciuto indossa anche i guanti.
Tutto In, vi farà vivere l’atmosfera surreale della festa del Crocefisso dove il silenzio assoluto è rotto dall’implorazione dei babbaluti.
"Signuri, misericordia, pietà!".

Capo d'Orlando (ME): San Lorenzo ed il vescovo

Il vescovo di Patti, mons. Ignazio Zambito, che in queste ore consegna il testimone della Diocesi al suo successore mons. Guglielmo Giambanco, ha salutato in questi giorni i fedeli di Capo d’Orlando con un intenso programma di incontri. Nel contempo mons. Ignazio Zambito ha benedetto la nuova statua di San Lorenzo e la cappella dedicata a santa Gianna Beretta Molla. La cappella e la statua si trovano nel complesso socio-assistenziale di Villa Pacis di viadotto Forno di Capo d’Orlando, dove il vescovo ha salutato con affetto gli anziani ospiti della struttura. Ad accoglierlo il titolare della Casa di Cura, Filippo Miracula, già consigliere provinciale ed il sindaco di Capo d’Orlando, Franco Ingrillì. Quella di San Lorenzo, è la prima statua che la città di Capo d’Orlando ospita così come la cappella di Villa Pacis è la prima struttura religiosa a portare il nome di Gianna Beretta Molla, la pediatra italiana venerata come santa dalla chiesa cattolica. Il primo cittadino durante l’incontro a Villa Pacis, ubicata sulla via Forno, ha confermato l’impegno della sua amministrazione verso le borgate paladine.
“Tutto In” ha colto l’occasione della visita del vescovo, per visitare e scoprire un Casa di Riposto per anziani e nel contempo anche il Centro di Riabilitazione, considerato che Villa Pacis, la struttura scelta, ospita anche il reparto specializzato della Riabilitazione. Ai nostri microfoni oltre che gli addetti al settore anche molti anziani che non hanno rinunciato all’occasione di confidarci il loro giudizio sulla Casa di Cura che li ospita.