Morto stroncato da un infarto il fedelissimo di Riina. Uccise Chinnici, Cassarà e Borsellino

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E' morto all'ospedale di Parma Stefano Ganci, uno dei fedelissimi di Totò Riina, che stava scontando l'ergastolo nel carcere della città emiliana, ma non in regime di 41 bis. Era stato condannato a vita per gli omicidi di Rocco Chinnici e Ninni Cassarà (1985) ma anche per l'operazione Perseo, il maxi-blitz contro le cosche che portò in carcere 98 tra boss e gregari accusati di mafia, estorsione e traffico di droga. Gli inquirenti scoprirono anche un tentativo di ricostituzione della commissione provinciale di Cosa nostra.“
Negli anni scorsi durante un interrogatorio davanti al giudice Nino Di Matteo il collaboratore di giustizia Antonino Galliano rivelò che Stefano Ganci - pochi minuti prima dell'attentato al giudice Borsellino, in via D'Amelio - aveva "anticipato" la strage con queste parole: ''Sentiti 'u buotto!" (senti il botto). Ganci infatti aveva fatto parte del commando che pedinò Paolo Borsellino la mattina della strage del 19 luglio 1992.“

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