Gettò figlia nel cassonetto. Chiesta la condanna a 21 anni

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Dopo l'assoluzione in primo grado per incapacità di intendere e volere adesso il sostituto procuratore generale di Palermo Emanuele Ravaglioli ha chiesto la condanna a 21 anni e due mesi di carcere per Valentina Pilato, la giovane palermitana che nel 2014 abbandonò la figlia, poco dopo il parto avvenuto in casa, in un cassonetto dell'immondizia. La neonata morì poco dopo.

Nel giudizio di primo grado la donna era stata dichiarata dalla Corte d'Assise di Palermo incapace di intendere e di volere e per questo venne assolta. Per i consulenti nominati dal gip durante l'incidente probatorio la donna pur avendo  un "disturbo di adattamento", al momento del tragico fatto era lucida.

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