La Festa di San Sebastiano, i nudi e il salto nel fuoco

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La festa di San Sebastiano è una delle più sentite dai devoti. In Sicilia sono tanti gli apputamenti per onorare il Santo martire. L'appuntamento invernale si celebra nel mondo occidentale il 20 gennaio. Sull'Isola il culto di San Sebastiano sembra che sia stato introdotto nell'anno 1063 dai lombardi che al seguito di Ruggero I si stabilirono nel Valdemone. La devozione a S. Sebastiano diventò più forte tra il 1625 e 1630, quando si invocò la sua intercessione per fermare la terribile epidemia di peste che affliggeva la Sicilia.

Tra le più caratteristiche processioni vi è quella che si svolge a Tortorici, borgo del messinese, dove i devoti che hanno un voto da sciogliere partecipano vestiti di bianco e a piedi scalzi alla processione di San Sebastiano.

Uomini e donne in segno penitenziale vestono di bianco (con camicia e pantaloni) e a piedi nudi seguono la processione che si svolge il 20 gennaio. La vara del santo patrono viene portata solo dai “nudi“. A mezzogiorno del 20 gennaio inizia la Processione per le vie della città che fa tappa anche nel Fiume Calagni dove i devoti fanno sostare la vara invocando la grazia. I fedeli invocano il Santo per per scongiurare i danni.

La festa in onore di San Sebastiano viene ripetuta nella domenica più vicina al 9 maggio.

Le origini della festa a Tortorici si fanno risalire all’alluvione del 1682 quando un fiume di fango si riversò sul paese distruggendolo.

La festa di san Sebastiano è molto sentita in Sicilia e non solo. In tante località dell'Isola da secoli si portano avanti varie tradizioni religiose. Un Santo, martire per aver sostenuto la fede cristiana, venerato dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa Cristiana Ortodossa, che è anche il patrono di numerose località italiane.

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