Consorzio di bonifica, pronti alla mobilitazione

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La questione Consorzio di Bonifica in Sicilia  è diventata una vertenza che coinvolge intere comunità pronti a passare alla mobilitazione generale se il Governo Regionale non provveda a legiferare in merito alla scioglimento dei Consorzi e soprattutto a sgravare i cittadini dal balzello che ogni anno che passa diventa sempre elevato. Da un calcolo fatto nel 2021 arriverebbe a circa 88 euro per ogni proprietario di terreni.

Cartelle di riscossione Sicilia contestate con ricorsi, banche dati non rispondenti alla realtà, terreni orami erosi da frane smottamenti o addirittura alienati o venduti.

"Un consorzio - ha dichiarato il sindacalista Calogero Emanuele -  che emette bollette senza alcun criterio o secondo dati che non rispondono alla realtà ed in molti casi notificati a tutti i componenti della famiglia in quanto responsabili in solido.

I sindaci a seguire dell’incontro tenutosi nella sala consiliare del Comune di Galati Mamertino, su invito del Sindaco di Galati Mamertino, hanno già chiesto un incontro all’Assessore Regionale all’Agricoltura ed al Presidente delle Regione, al Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana ed allertata anche la deputazione regionale messinese.

I cittadini non sono disponibili a pagare una tassa ritenuta ingiusta e chiedono al Consorzio di sospendere e annullare le cartelle fin qui emesse.

Il Governo regionale - continua il sindacalista - deve procedere alla scioglimento del Consorzio per accertate inadempienze rispetto agli obblighi di legge stante che la mera inclusione dei fondi rustici nel perimetro di contribuenza non sufficiente a far sorgere il potere impositivo dell'Ente in quanto occorre la prova dell'esecuzione, della manutenzione o dell'esercizio di opere idonee ad arrecare agli immobili dei consorziati uno specifico vantaggio di natura fondiaria, come supportato da giurisprudenza costante e pronunciamenti della Corte e delle varie Commissioni tributarie".

Intanto piovono i ricorsi presentati alla Commissione Tributaria e se non vengono assunte decisioni in merito i cittadini intimati sono pronti a passare alla mobilitazione.

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