Strage di Capaci. Tracce di Dna femminile su alcuni reperti

Sarebbero presenti delle tracce genetiche riconducibili ad una donna su alcuni reperti recuperati dalla polizia scientifica nei pressi del luogo dove avvenne la strage di Capaci che costò la vita al giudice Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e a tre agenti della scorta. L'indiscrezione, confermerebbe la presenza di due guanti in lattice che vennero trovati a 63 metri dal cratere provocato dall'esplosione assieme a una torcia e a un tubetto di mastice.

I magistrati della Procura di Caltanissetta, che conducono le indagini sulla strage, li hanno affidati a uno dei maggiori esperti del settore, il professor Nicola Resta, docente di genetica medica dell'università di Bari, che è giunto a queste conclusioni. La consulenza è adesso agli atti del processo bis per la strage di Capaci. Il procuratore di Caltanissetta Amedeo Bertone, ha disposto ulteriori accertamenti.

L'ombra di una misteriosa coppia si allunga sulla strage che costò la vita a Giovanni Falcone, a sua moglie e ai tre poliziotti della scorta. Gli accertamenti scientifici hanno già escluso che quei due profili genetici appartengano a Giovanni Aiello, "Faccia da mostro", l'ex poliziotto sospettato di essere un killer di Stato (è morto ad agosto), e a una sua amica, entrambi sono stati indagati nei mesi scorsi dalla procura di Catania per alcuni omicidi, ma il fascicolo è stato archiviato per mancanza di riscontri alle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.

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