Economia, consumi e tutela. Lunedì a Dèmos

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I temi economici sono in assoluto quelli che più di tutti negli ultimi anni stanno tenendo banco nel dibattito politico e non solo. L’ultima ondata di crisi - iniziata ormai una decina di anni fa - i tassi di disoccupazione ancora alti e un settore imprenditoriale al sud ancora troppo debole sono alcuni dei punti nodali del problema. Siamo nell’epoca della complessità in cui ognuna della miriade di varianti in gioco può essere al tempo stesso causa e conseguenza di qualcos’altro. L’economia è infatti un sistema complesso e qui in Sicilia questo sistema ha sempre avuto profili di debolezza. Crisi economica, dicevamo, che si riflette soprattutto sui cittadini, le famiglie e i consumatori il cui potere di acquisto è oggettivamente calato negli ultimi anni. In un Paese il cui tessuto imprenditoriale è formato soprattutto da piccole e medie imprese, l’ampio settore dell’artigianato è sicuramente una voce importante del nostro mondo del lavoro. Artigianato da rilanciare e difendere secondo i programmi e gli annunci della politica: peccato che il settore non navighi in buone acque anche per colpa della burocrazia, della tassazione e del costo del lavoro. Per questo motivo le imprese artigiane in Italia sono sempre meno. A dirlo è il centro studi della CNA: nel 2017 le imprese iscritte negli albi delle Camere di Commercio sono aumentate di 45.710 unità ma la crescita della base imprenditoriale non ha toccato l’artigianato che purtroppo, nel 2017, ha accusato un nuovo saldo negativo di 11.429 imprese (-0,9%), dopo quelli registrati in maniera ininterrotta a partire dal 2009. Alla fine dell’anno appena trascorso le imprese artigiane registrate erano 1.327.180, ovvero 15.209 unità in meno rispetto al 2016, una perdita di 41 imprese artigiane al giorno. Dall’inizio della crisi a oggi il numero di imprese artigiane è diminuito del 10,2% toccando il nuovo minimo degli anni Duemila. Un settore in crisi quindi, che ha bisogno di un rilancio, nell’interesse di tutti. In Sicilia intanto il nuovo governo Musumeci con la sua politica economica “anticiclica” intende rimettere in circolazione per il primo anno almeno un miliardo di euro per ridare fiato proprio alle piccole e medie imprese, all’artigianato e all’agricoltura. Proposito nobile ma bisognerà valutare i fatti concreti. E intanto il crollo del potere d’acquisto delle famiglie è aggravato spesso da aumenti e altri meccanismi incontrollabili soprattutto quando parliamo di bollette e tariffe per le utenze… come venirne fuori? 

Si parlerà di questo nell'appuntamento di Demos di Lunedì alle 20.55 su OndaTV canale 85. In replica il martedì alle 15.00 e mercoledì alle 18:00. 

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