Trattamenti di favore per i detenuti di Gazzi. Condannati agenti penitenziari

Si chiude con pesanti condanne il processo di primo grado che svelò i "favori" concessi da alcuni agenti penitenziari a detenuti del carcere messinese, Gazzi, in particolare a esponenti del clan di Santa Lucia sopra Contesse. Favori che andavano dallo spaccio dietro le sbarre al far passare i pizzini che arrivavano dall'esterno e viceversa, passando per la possibilità di avere maggiore libertà di movimento tra le mura di Gazzi.

L’indagine dei carabinieri del Nucleo Investigativo scaturì da un filone dell’inchiesta Ricarica che nel 2006 svelò il progetto per l’omicidio di Antonino Spartà, fratello del boss di Santa Lucia sopra Contesse Giacomo: gli ordini venivano impartiti dal carcere di Gazzi dove i pregiudicati avevano a disposizione un telefonino e riuscivano a comunicare con i familiari tramite un intenso passaggio di pizzini. Le condanne vanno sa 16 a 3 anni di reclusione.

Gli agenti erano anche accusati di falso ideologico commesso da pubblico ufficiale.

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