L'isola continua ad allontanarsi. Aumento rischio terremoti

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La nostra Isola continua a muoversi. Un sistema di spaccature profonde sta separando la Sicilia dal resto dell’Italia nella regione compresa tra lo Stretto di Messina e l’Etna. Lo rivela uno studio condotto da un team di ricercatori dell’Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche (Ismar-Cnr) di Bologna, dell’Università di Parma, dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e del Geomar (Kiel, Germania). Attraverso uno studio multi-disciplinare, che integra immagini acustiche del sottosuolo, dati geofisici e campioni di sedimento è stato possibile identificare le faglie, ricostruire la loro geometria e scoprire anomalie geochimiche nei sedimenti legate alla presenza di fluidi profondi. L’analisi di tutti i dati raccolti ha permesso di proporre un modello geologico che conferma l’origine profonda del materiale in risalita lungo le faglie. Si tratta di una vera e propria finestra sotto il fondale del Mar Ionio, che consente di osservare da vicino blocchi dell’antico oceano, svelando i processi che hanno portato alla sua formazione.

Grazie a questa scoperta – spiega la ricercatrice dell'Ismar-Cnr e coordinatrice della ricerca – l’Arco Calabro, il sistema di subduzione tra Africa ed Europa nel Mar Ionio, ha un importante primato: è l’unica regione al mondo in cui sia stato descritto materiale del mantello in risalita dalla placca in subduzione.

Questa scoperta avrà importanti implicazioni per capire meglio come si formano le catene montuose e come questi processi siano legati ai forti terremoti storici registrati in Sicilia e Calabria”.

Terremtoo del 1908 cartolina antica con indicazione di Reggio e MessinaSollevamento che localmente procede a una velocità minima di 0,9–1,0 mm l’anno, un divario netto con il tasso di “Subsidenza” proprio dello Stretto, decisamente minore (con forti accelerazioni solo quando si verificano i grandi terremoti come quello del 1908). L’evoluzione geologica suggerisce quindi che non più tardi di 200.000 anni da oggi, sempre che non intervengano altri processi erosivi o deformativi (che possono essere veramente invasivi visto la presenza di forti correnti di marea), la Sicilia non sarà più un’isola come la conosciamo oggi e lo stretto di Messina potrà essere attraversato a piedi nella sua sezione più settentrionale, dove comparirà una striscia di terra che unirà la sponda siciliana a quella calabrese. In pratica la geografia odierna verrà stravolta e lo stretto si trasformerà in una stretta baia rivolta a sud.

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