Tragedia Jolly Nero. Dimezzate le condanne. La madre di Giuseppe Tusa: “Questa non è giustizia”

Il giudice del Tribunale di Genova ha condannato il comandante della Jolly Nero a 10 anni e 4 mesi di reclusione, per la strage della Torre Piloti avvenuta il 7 maggio 2013 nel porto di Genova,  in cui perse la vita il milazzese Giuseppe Tusa. Il cargo Jolly Nero durante la manovra di uscita dal porto a seguito di un guasto, urtò, abbattendola, la struttura affacciata su Molo Giano provocando 9 morti e 4 feriti.

Oggi, 4 anni dopo la tragedia, il tribunale di Genova, ha dimezzato le condanne richieste dal pm, ed ha condannato a 10 anni e 4 mesi di reclusione il comandante (per lui il pm aveva chiesto 20 anni e 6 mesi), a 4 anni e 2 mesi il pilota  (contro una richiesta di 10 anni e 6 mesi), a 8 anni e 6 mesi il primo ufficiale della Jolly  (per il quale erano stati chiesti 10 anni e 6 mesi). Condanna invece a 7 anni per il direttore di macchina del cargo (il pm per lui aveva chiesto 10 anni e 6 mesi). Le condanne, a vario titolo, sono per i reati di omicidio colposo plurimo e disastro colposo.

sebastinao tusa3“NON È GIUSTIZIA” «Non mi fermo, su questo non c’è ombra di dubbio. Né io né i miei avvocati, io voglio giustizia. E questa non è giustizia». Sono le parole di Adele Chiello, la mamma di Giuseppe Tusa, marinaio della guardia costiera, una delle vittime del crollo della Torre Piloti del porto di Genova. Tusa, originario di Milazzo, aveva 30 anni ed era in servizio come radarista della torre di controllo nello scalo genovese la notte del disastro avvenuto a Molo Giano quando la nave Jolly Nero della linea Messina, urtò la struttura causandone il crollo. Oggi, dopo la lettura della sentenza, in aula sono esplose grida di dolore e di protesta da parte dei familiari delle 9 vittime.

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