TUTTO IN - Il presepe narrato a Castelmola e Isnello d'inverno

Visite: 181

Domenica 13 Dicembre 2018 ore 22:45

Castelmola (ME): Il presepe narrato
Non poteva avere sito più suggestivo quello scelto dagli abitanti di Castelmola per il loro presepe vivente. Da più di vent’anni, esattamente ventuno, la natività di Gesù attrae sul colle di Taormina, centinaia di spettatori che vengono coinvolti come figure dello stesso presepe. I vicoli caratteristici, i muri di pietra, le salite e le discese di questo borgo rendono l’atmosfera veramente biblica. L’asinello, i cavalli, le pecore danno poi quel senso di agreste che s’addice ad una favola di altri tempi qual è la natività di Gesù Cristo. Poi quando giungi alla fine del percorso e San Giuseppe e la Madonna, sono lì sotto il portico della chiesa e senti la presenza tra le braccia di Maria, di bambin Gesù, ecco che il miracolo si compie di nuovo. I visi estasiati di quanti hanno avuto la fortuna di assistervi si perdono nel cielo stellato mentre l’Etna, che pochi giorni prima, aveva fatto le bizze con i suoi tremori, lancia una ultima fumata prima di essere nascosta dal buio della notte.
A Castelmola, con il presepe vivente, non c’è abitante che non venga coinvolto nella messa in scena, dai più piccoli agli anziani, dai suonatori di ciaramedde ai venditori di vino. Insomma un paese che si ferma per mettere in scena uno spettacolo, che grazie alla conformazione artistica della cittadina, è unico in tutto il mondo.
Castelmola d’inverno, ancora più suggestiva di quella che si può ammirare d’estate, sì perché non c’è quella confusione di turisti che l’hanno scoperta da alcuni anni. Così girare per i vicoli diventa un intrigante percorso tra la storia mentre sotto, Taormina ed il mare brillano tra le luci della sera.
Ora l’appuntamento è per la festa di San Giorgio, ad aprile, quando una marea di sindaci, con la fascia tricolore renderanno omaggio al cavaliere con la spada
.

Isnello (PA): Isnello d’inverno
Scoprire Isnello d’inverno, la perla del Parco della Madonie, è veramente una scoperta per noi di “Tutto In” del tutto imprevista. Già in mattinata quando abbiamo fatto visita alla piscina provinciale, non credevano ai nostri occhi nel vedere un così bell’impianto ubicato a quasi quattrocento metri di altitudine sul mare e realizzata in un paesino così piccolo. Invece abbiamo scoperto che Isnello di ambizioni sportive ne ha tante e proprio dalla piscina può iniziare un percorso virtuoso che può dare tanto ai giovani e meno giovani. Ma Isnello ha tanto da offrire e d’inverno oltre che visitare il Centro Astronomico Gal Hassin è possibile guardare le stelle grazie al Centro Asdtyrofili che proprio in questa cittadina ha la sua sede. Noi l’abbiamo fatto di notte grazie al suo presidente Francesco Toscano ma la sorpresa è stata grande quando abbiamo incontrato un astrofisico che ha messo su un laboratorio per bambini, È Claudio Zellermayer che avevano conosciuto al Gal Hassin. E poi la sorpresa nella sorpresa, il pedibus, cioè il mezzo di trasporto che porta i bimbi a scuola. Niente clacson, niente motore, quello che arriva davanti a noi è il pedibus, un nuovo mezzo di locomozione che non inquina e non consuma. L’autista è un consigliere o un assessore comunale ed il controllore è una nonnina. Tengono una fune alla quale, come in una maniglia del tram, si appoggiano i bambini. Vederli passare per la strada canticchiare è un vero spettacolo e riempiono di allegria le strette vie del borgo medievale. Ma come funziona il Pedibus? Ce lo dice una delle piccole passeggere: “Da me il pedibus passa alle 7.41 e, poiché sono la prima, mi posiziono davanti e mi godo il panorama. Nonna Enza che fa da controllore ci dà anche i cioccolatini e così giungiamo a scuola in tanti”. Il vice sindaco Antonio Carollo ed il consigliere Giuseppe Cultrara aggiungono: “L’idea è stata del primo cittadino Marcello Catanzaro ed è piaciuta subito a tutti i genitori. Naturalmente tutti i passeggeri sono assicurati, anche se il tragitto è compiuto a piedi, ed abbiamo anche un “diario di bordo” dove registriamo ogni giorno i viaggiatori”. E gli automobilisti collaborano nel progetto di evitare l’uso dell’auto quando passa il pedibus? “Ancora qualcuno è restio a lasciare l’auto a casa” — ci dice la nonnina-controllore — “Ma prima o dopo, come è accaduto a tanti altri, accetterà l’idea che il centro del nostro borgo bisogna viverlo a piedi e lontano dagli scarichi inquinanti”. Da sei scolari il pedibus ora ha fatto il pieno e chissà che presto non si aggiunga un secondo “mezzo” per gli alunni della Media
.