Saranno messe in sicurezza le dighe

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Saranno messe in sicurezza le dighe in Sicilia. La Regione ha dato disposizione al dipartimento regionale Acqua e rifiuti di indire le gare per gli studi tecnici e i progetti esecutivi delle infrastrutture relativi agli invasi sperimentali e non collaudati e a quelli che hanno una capacità limitata.
 
Già pubblicati i bandi per i primi dieci impianti: Castello (466mila euro), Gorgo Lago (409mila euro) e San Giovanni (85mila euro) in provincia di Agrigento; Rosamarina (709mila euro) e Poma (335mila euro) nel Palermitano; Comunelli (266mila euro) e Cimia (339mila euro) nel territorio di Caltanissetta; Sciaguana (338mila euro) e Villarosa (300mila euro) in provincia di Enna; Zaffarana (156mila euro) nel Trapanese.
Complessivamente, al momento sono stati impegnati 3,4 milioni di euro per i cosiddetti servizi di architettura e di ingegneria, utili alla successiva aggiudicazione dei lavori per la sistemazione delle opere. Entro fine mese verranno pubblicate le gare delle altre dighe, per un valore di oltre 4 milioni di euro. Gli interventi di messa in sicurezza degli impianti dovranno essere avviati entro il 2021. I provvedimenti rientrano nel Piano operativo infrastrutture del Fondo di sviluppo e coesione 2014-2020 che ha un budget di 53 milioni di euro.
 
Le altre dighe che saranno oggetto di lavori, con questa linea di finanziamento, sono: Arancio, Furore e Gibbesi, nell’Agrigentino; Olivo, in provincia di Enna; Santa Rosalia, nel territorio di Ragusa; Lentini, nel Siracusano; Trinità, in provincia di Trapani. (Nella foto il presidente della Regione Nello Musumeci e il dirigente del Servizio dighe Francesco Greco, durante un sopralluogo alla diga Rosamarina, nel Palermitano).