Studio dell'Ingv rileva gas cancerogeno emanato dalle faglie del vulcano

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Non solo terremoti e fratturazioni del suolo sono provocati dall'Etna: pare che il più alto vulcano attivo d'Europa emani anche radon, un gas cancerogeno che l'Oms valuta tra i più pericolosi per l'uomo e che può accumularsi nelle case. E' quanto emerge da uno studio dell'Ingv pubblicato su "Frontiers in Public Health".

Per tre anni sono stati registrati i dati di 12 sensori installati in 7 edifici sulle pendici meridionali e orientali del vulcano, a Giarre, Zafferana Etnea, Aci Catena, Aci Castello e Paternò. Tali sensori hanno rilevato concentrazioni medie annue spesso superiori al valore di primo livello di attenzione per esposizione media annuale raccomandato dall'Oms, con picchi, in alcuni casi, molto elevati

Lo studio documenta che la concentrazione è più alta nelle case più vicine alle faglie, le fratture che dividono le masse rocciose.

L'Ingv ritiene, dunque, opportuno, per il potenziale problema alla salute, approfondire ed estendere il monitoraggio a un numero di gran lunga maggiore di case.

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