Operazione "Concussio", assolto Vincenzo Tamburello, ex consigliere di Mistretta

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E' arrivata ieri sera, dopo tre ore di camera di consiglio, la sentenza di primo grado sul processo scaturito dall'operazione "Concussio". Il tribunale di Patti ha assolto, per non aver commesso il fatto, l’ex consigliere comunale di Mistretta Vincenzo Tanburello, arrestato nell’aprile 2018 con l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

E' questo il dato più rilevante della sentenza di primo grado. Il politico messinese era finito nella bufera giudiziaria nell'ambito dell'indagine portata avanti dai carabinieri del Comando Provinciale Carabinieri di Messina, nel territorio di Mistretta e nella fiumara d'Arte. Due anni fa il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Messina su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo peloritana, guidata dal Procuratore della Repubblica dott. Maurizio De Lucia, firmò un'ordinanza cautelare nei confronti 14 soggetti, 3 dei quali verranno ristretti in carcere. Tra questi anche l'allora consigliere comunale Vincenzo Tamburello che oggi esce assolto con formula piena dalle accuse ipotizzate. Tamburello ha trascorso ben un anno e cinque mesi in carcere, e successivamente cinque mesi ai domiciliari. Soddisfatti i suoi legali che adesso attendono il deposito delle motivazioni che hanno portato all'assoluzione del proprio assistito. 

Il collegio di primo grado del Tribunale di Patti, presidente Ugo Scavuzzo, giudici Eleonora Vona e Francesco Torre, ha invece condanna a 7 anni e 6 mesi Giuseppe “Pino” Lo Re e a 3 anni Isabella Di Bella. Per gli altri sei imputati, accusati di trasferimento fraudolento di valori in concorso sono arrivate le condanne a 2 anni e 4mesi a 2 anni.

L'indagine prese il via dal 2015 ipotizzando un tentativo di estorsione ai danni di 2 imprenditori edili, aggiudicatari dell’appalto, del valore di circa 1 mln. di euro, indetto dal Comune di Mistretta e finanziato dall’Unione Europea per la riqualificazione dei 12 siti ove sono installate le opere d’arte contemporanea che costituiscono il noto percorso culturale “Fiumara d’Arte”. Un'indagine che ebbe un ampio risalto mediatico proprio per il coinvolgimento dell'allora consigliere comunale. Proprio a seguito dell'operazione prese avvio al comune amastratino l'ispezione prefettizia che nel marzo dello scorso anno ha portato allo scoglimento degli organi elettivi dell'ente per infiltrazioni mafiose.

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