Morto il 32enne caduto da cavallo. Lutto cittadino a Piraino

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Non ce l'ha fatta Nino Ricciardo Saturno, il giovane che nei giorni scorsi, a Piraino, era caduto da un cavallo da poco acquistato. Dopo l'incidente era stato trasportato con l'elisoccorso e operato al Policlinico di Messina dove, dopo alcuni giorni di agonia, si è spento, portando con sé l'ultima speranza della moglie, dei figli, dei suoi cari e di quanti attendevano un suo miglioramento. L'uomo era conosciuto e stimato da molti nella sua comunità, dove aveva gestito una tabaccheria e faceva lo chef in un ristorante. Il paese di Piraino si è stretto attorno al dolore della famiglia per questa tragica perdita. Ieri la salma è stata portata all'interno della Chiesa del Convento di San Francesco, al centro di Piraino; oggi pomeriggio si sono svolti i funerali e per questa giornata è stato proclamato il lutto cittadino. Il Sindaco e l'amministrazione comunale di Piraino si uniscono al lutto per la scomparsa del giovane. Nino era anche un donatore e la sua nobile scelta permetterà ad altre vite di andare avanti. La sua famiglia ha rispettato la sua volontà e ha dato la disponibilità alla donazione degli organi. Il prelievo è stato effettuato presso il Policlinico di Messina: sono stati donati cuore, fegato, reni e cornee e, così, Nino, scomparso a soli 32 anni, ha dato speranza ad altre persone.

Il prelievo ha richiesto il coinvolgimento di un'équipe multidisciplinare che ha lavorato per ore con colleghi provenienti da altre strutture italiane. "È anche questo un segno di rinascita, dopo la fase più acuta dell'emergenza sanitaria legata al Covid-19 – ha detto Francesco Puliatti, responsabile del Coordinamento per la Donazione ed il Trapianto Organi e Tessuti, del Policlinico – L'Azienda, come è noto, è stata sede del principale Covid Hospital dell'area metropolitana di Messina e ciò ha inevitabilmente bloccato l'attività delle donazioni, che a inizio anno aveva fatto registrare un importante picco". Puliatti invita a non abbassare i riflettori sull'importanza della donazione degli organi, per la quale già in vita si può esprimere il consenso, come nel caso del giovane pirainese, alleggerendo le scelte dei propri congiunti.

E ha proseguito: "Ringrazio innanzitutto la famiglia del donatore per l'enorme sensibilità dimostrata. Ringrazio l'A.O.U. per il continuo impegno sul fronte della cultura delle donazioni. Un doveroso ringraziamento, poi, lo rivolgo al personale della Rianimazione dell'A.O.U. 'G. Martino' e a tutti i professionisti che sono stati coinvolti nell'espianto. Quando parliamo di lavoro d'équipe non lo facciamo soltanto per evidenziare un profilo tecnico della procedura, ma soprattutto per sottolineare la sinergia, lo spirito di collaborazione e il grande coinvolgimento che caratterizza, in quei drammatici momenti, l'operato del personale interno ed esterno all'azienda, chiamato a operare".

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