Le spoglie di Sebastiano Tusa nella Chiesa di San Domenico

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All'interno della Chiesa di San Domenico - la seconda per importanza e dimensioni, a Palermo, dopo la Cattedrale - sarà presto realizzato un monumento funerario in cui verranno accolte le spoglie dell'assessore Sebastiano Tusa, scomparso il 10 marzo dello scorso anno nell'incidente aereo avvenuto in Etiopia. L'Ufficio speciale per la progettazione, costituito dal governatore a Palazzo Orleans, ha già predisposto il progetto per realizzare una serie di lavori di restauro nella cappella del Santissimo Crocifisso, il luogo scelto per collocare l'urna. Su incarico della Giunta regionale, gli esperti della Struttura diretta da Leonardo Santoro hanno pianificato l'intervento che servirà a restituire l'antico splendore a una delle sezioni più suggestive della chiesa, dove si trova l'altare marmoreo sovrastato dal crocifisso ligneo realizzato da Giovanni Matinati nel 1509 e che contiene tre opere attribuite alla scuola di Antonello Gagini. «La Basilica - ricorda il presidente Musumeci - già a partire dalla metà del XIX secolo fu scelta come luogo di sepoltura da importanti personalità della vita politica e sociale di Palermo e, proprio per questo, fu consacrata come "Pantheon degli uomini illustri di Sicilia": il luogo più degno per custodire il ricordo del professore Tusa, innamorato della propria terra e impegnato fino all'ultimo a realizzare grandi progetti per renderla sempre migliore». Il restauro interesserà strutture murarie della cappella, pavimentazione e una serie di opere scultoree di grande pregio aggredite dall'umidità. Tusa è stato Soprintendente del Mare, dall'11 aprile 2018 fino alla morte.E' stato uno dei più importanti archeologi marini del mondo. Ha ricoperto a carica di assessore ai Beni culturali per la Regione Siciliana, oltre al ruolo di professore di Paletnologia presso l'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. In quel tragico giorno era diretto a Malindi, in Kenia, per una conferenza internazionale promossa dall’Unesco con la partecipazione di archeologi provenienti da tutto il mondo.

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