Esplosione fabbrica di fuochi d’artificio. Eseguite tre misure cautelari

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Sviluppi giudiziari sull'esplosione della fabbrica di fuochi pirotecnici di Barcellona PG che nel novembre del 2019 provocò la morte di cinque persone. I Carabinieri del Comando Provinciale Carabinieri di Messina hanno dato esecuzione, questa mattina, ad una ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal GIP del Tribunale della città del Longano a carico di 3 soggetti.

La misura richiesta dai Pubblici Ministeri dott.ssa Rita Barbieri, dott. Matteo De Micheli e dott.ssa Emanuela Scali, coordinati dal Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, dott. Emanuele Crescenti, ipotizza a carito dei destinatari i reati di disastro colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni personali, nonché di violazioni concernenti le norme di prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro, con la mancata valutazione dei rischi specifici derivanti da atmosfere esplosive, la mancata informazione, formazione e addestramento dei lavoratori sui rischi cui erano specificamente esposti ovvero la mancata consegna dei dispositivi di protezione individuale.

La misura cautelare degli arresti domiciliari è stata applicata al titolare della ditta produttrice di artifici pirotecnici, un 73enne del luogo, e ad altri due soggetti di 65 e 38 anni,  responsabili di una ditta di lavorazione del ferro impegnata durante l'esplòosione in alcuni lavori all'interno della fabbrica. Inoltre è stato disposto il sequestro dei compendi e dei beni delle due citate aziende nonché l’applicazione a carico dei tre indagati della misura interdittiva dell’esercizio dell’attività imprenditoriale, per la durata di dodici mesi.

Il provvedimento cautelare scaturisce dall’esito delle indagini svolte a seguito dei tragici fatti avvenuti nella fabbrica situata in Contrada Pezze Cavalieri a Barcellona PG, nel pomeriggio del 20 novembre 2019. All’interno dello stabilimento industriale per lo stoccaggio e la lavorazione di fuochi pirotecnici si verificò  un’esplosione che provocò la morte di 5 persone ed il ferimento di altre due.
Presso il citato opificio, esteso su un’area di circa 13.000 mq, erano in corso dei lavori di adeguamento della struttura produttiva prescritti dalla Commissione Tecnica Territoriale per le Sostanze Esplodenti, finalizzati ad elevare gli standard di sicurezza del sito mediante l’installazione apposite di grate di protezione in tutti i caselli destinati al deposito di materiale attivo. I lavori erano stati appaltati ad una ditta specializzata nella laorazione del ferro che stava impiegando 5 operai. Intorno alle ore 16,30, si verificavano delle esplosioni in sequenza con un fortissimo boato percepito a grande distanza. Subito dopo un vasto incendio che si propagava all’interno dello stabilimento sollevando una fitta coltre di fumo notata dai Carabinieri della Stazione di Castroreale che intervenivano per primi sul posto cinturando la zona ed allertando i soccorsi con l’intervento dei Vigili del Fuoco di Milazzo che riuscivano ad arginare il vasto incendio e dei sanitari del 118 che prestavano le prime cure ai feriti. Inoltre, nei giorni seguenti, si è reso necessario l’intervento del IV Reggimento Genio Guastatori di Palermo, che ha bonificato l’area facendo brillare i manufatti pirotecnici rimasti nel sito.
Le indagini per la ricostruzione dell’evento, dirette sul posto già nelle immediate fasi successive alla tragedia dal Procuratore Capo dott. Emanuele Crescenti sono state affidate ai Carabinieri del Comando Provinciale di Messina e della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto che hanno avviato una attività di sopralluogo.
Nel corso delle attività di sopralluogo è stata svolta un’attenta opera di catalogazione e repertamento di numerosissimi frammenti di materiale vario, tra cui piccole parti di circuiti elettronici e componenti delle attrezzature utilizzate dagli operai, rinvenute a distanza anche di decine o centinaia di metri ove erano stati scagliati dalla potenza dello scoppio.
Inoltre, sono state svolte attività di ispezione anche da parte dei Vigili del Fuoco del Nucleo Investigativo Antincendio Territoriale di Palermo, che, attraverso mirati accertamenti, ha consentito di escludere che l’esplosione ed il successivo incendio fossero da attribuire a “causa elettrica”.
Le indagini sono proseguite con la raccolta di numerose testimonianze tese a ricostruire i fatti, definire la legittimità delle posizioni lavorative degli operai impiegati nonché a ricostruire i rapporti di natura commerciale tra le ditte e, contestualmente, è stata acquisita la documentazione amministrativa, comprensiva delle licenze e autorizzazioni possedute per l’esercizio dell’attività di fabbricazione di fuochi d’artificio. Sono stati anche approfonditi gli aspetti relativi al rispetto delle normative sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, riscontrando gravi violazioni nello specifico settore.   Il quadro indiziario è stato arricchito dai riscontri emersi dalle intercettazioni telefoniche compiute dai Carabinieri di Barcellona P.G., grazie alle quali è stato possibile acquisire preziosi elementi che, globalmente, hanno consentito di ricostruire la delicata vicenda che ha portato all'emissione delle misure restrittive a carico dei 3 soggetti.

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