Otto tradizioni di Geraci Siculo nel registro delle eredità immateriali della Regione

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Un risultato di grande rilievo per la tutela e la valorizzazione dell’identità culturale di Geraci Siculo. La Regione Siciliana ha ufficialmente iscritto nel REIS – Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia – otto tra eventi, riti e pratiche tradizionali che incarnano l’anima storica, religiosa e agro-pastorale del borgo madonita che fa parte del Circuito Turistico Bella Sicilia. 

Un riconoscimento prestigioso che certifica il valore di tradizioni secolari tramandate di generazione in generazione e che consolida il ruolo di Geraci Siculo quale presidio culturale delle Madonie, custode di un patrimonio immateriale vivo e profondamente radicato nella comunità.


Gli eventi e le pratiche iscritte nel REIS:

Festa della transumanza dei pastori di Geraci – “Si sgavìta la montagna”
Celebrata nel mese di maggio, rievoca l’antica pratica della transumanza: la salita delle mandrie dai pascoli di valle a quelli dell’alta montagna madonita. Un rito del lavoro ancora autentico, simbolo del legame indissolubile tra comunità, paesaggio e natura.

“A Carvaccata di vistiamara” – La cavalcata votiva dei pastori
Antichissima cavalcata in onore del Santissimo Sacramento, documentata sin dal 1643 e celebrata con cadenza settennale. Un evento unico nel suo genere che intreccia fede, tradizione pastorale e simbologie arcaiche in una suggestiva sfilata a cavallo nel centro storico.

Festa del Santissimo Crocifisso – 3 maggio
Tra i riti religiosi più intensi e partecipati del paese, si distingue per l’austera processione scandita dal silenzio, dalle invocazioni dei bambini e da gesti rituali di forte impatto emotivo. Un’espressione autentica di devozione popolare profondamente radicata.

Festa patronale di San Bartolomeo Apostolo – 23 e 24 agosto
Celebrazione storica dedicata al Santo patrono, venerato fin dal Medioevo. La festa è preceduta da un lungo cammino di preparazione religiosa e culmina in solenni processioni e nel tradizionale “saluto” tra i simulacri di San Bartolomeo e San Giacomo Apostolo, affiancati secondo un’antica consuetudine. Un rito identitario che coinvolge l’intera comunità e si conclude con il Ringraziamento del 24 settembre.

“I parti a simana” – Canto corale dialettale della Settimana Santa
Antico repertorio di canti polivocali eseguiti nelle notti del Giovedì e del Venerdì Santo. Un rito sonoro di grande suggestione, tramandato oralmente, che le famiglie ascoltano in silenzio dalle proprie abitazioni, in un clima di intensa partecipazione spirituale.

“Cavaddruzzi e palummeddri” – Cacioforme tradizionali
Sculture casearie realizzate in occasione della cavalcata votiva dei pastori: cavallucci, colombe e altre figure prendono forma dal caciocavallo filato a mano, testimonianza di un sapere artigianale di straordinaria raffinatezza.

Modalità di preparazione degli “Agneddri pasquali” e dei “Serafineddi”
Due eccellenze della tradizione dolciaria locale: gli agneddri, simbolo della Pasqua e ricchi di significati religiosi, e i serafineddi, dolce natalizio di origine monastica oggi a rischio di scomparsa. Tecniche e saperi che l’iscrizione nel REIS contribuisce a salvaguardare e trasmettere.

«L’iscrizione di queste tradizioni nel Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia – dichiara il sindaco di Geraci Siculo, Luigi Iuppa – rappresenta un traguardo importante per l’intera comunità. È il riconoscimento di una storia collettiva fatta di fede, lavoro, riti e saperi che ancora oggi definiscono l’identità di Geraci Siculo. Il nostro impegno sarà quello di continuare a tutelare, valorizzare e trasmettere questo patrimonio alle giovani generazioni, affinché rimanga vivo e autentico nel tempo».