28 marzo: mobilitazione per il Ponte, l’alta velocità e il futuro del Mezzogiorno

Visite: 446

Un sì deciso al Ponte sullo Stretto, all’alta velocità ferroviaria e a un modello di sviluppo sostenibile per il Mezzogiorno. È questo il messaggio lanciato dal movimento promotore della manifestazione in programma sabato 28 marzo a Messina, che chiama a raccolta cittadini e istituzioni di Sicilia e Calabria per chiedere un cambio di passo sulle grandi infrastrutture strategiche.

Nel mirino degli organizzatori finiscono quelle che definiscono “polemiche sterili” e il “benaltrismo” che, a loro avviso, ha contribuito per anni a mantenere le due regioni ai margini dello sviluppo nazionale. «Basta con chi vuole rendere Sicilia e Calabria terre di disoccupazione, emarginazione e mancanza di opportunità», si legge nel comunicato, che denuncia una sottrazione sistematica di risorse destinate alle infrastrutture del Sud.

Il Ponte sullo Stretto viene indicato come il simbolo di una visione più ampia, che comprende il potenziamento della rete ferroviaria e autostradale, l’arrivo dell’alta velocità fino in Sicilia e una nuova centralità logistica per i porti di Calabria e Sicilia. Secondo i promotori, l’opera consentirebbe di abbattere i costi dell’insularità, ridurre i tempi di attraversamento dello Stretto a pochi minuti e favorire una transizione ecologica basata sul trasporto ferroviario, riducendo l’uso di navi e aerei.

Nel progetto delineato, Messina, Villa San Giovanni e Reggio Calabria verrebbero collegate da un sistema di mobilità integrato, assimilabile a una vera e propria metropolitana dello Stretto, mentre la Sicilia sarebbe finalmente connessa alla rete dell’alta velocità nazionale ed europea, creando un asse ideale che collegherebbe il Nord Europa, da Helsinki e Berlino, fino a Catania e Palermo.

Ampio spazio viene riservato anche alle ricadute occupazionali: migliaia di posti di lavoro durante la fase di costruzione e nuove opportunità, successivamente, nei settori del turismo, dell’industria e del commercio. «Dire che il Ponte sia inutile – sostengono gli organizzatori – significa accettare una condizione di inferiorità e diseguaglianza in termini di infrastrutture, lavoro e diritti».

Per questo, l’appuntamento del 28 marzo a Messina viene presentato come un momento di mobilitazione civile e politica, per chiedere con forza alle istituzioni di trasformare i progetti in realtà e di garantire a siciliani e calabresi lo sviluppo economico e sociale che rivendicano come un diritto. Un’iniziativa che punta a fare del Ponte sullo Stretto non solo un’opera ingegneristica, ma il simbolo di un’Italia più moderna, unita e proiettata verso il futuro.

Leave your comments

Post comment as a guest

0
terms and condition.

Comments