Niscemi, emergenza ancora aperta
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A Niscemi, in provincia di Caltanissetta, l’emergenza non si è mai fermata. Dal 25 gennaio 2026 un enorme movimento franoso ha colpito la cittadina siciliana dopo le piogge torrenziali legate al Ciclone Harry, aprendo una voragine lunga circa quattro chilometri e mettendo a rischio interi quartieri. Oggi, mentre l’instabilità del fronte frana mantiene altissimo il livello di allerta, si continua a lavorare senza sosta e l’attenzione resta massima.
Il monitoraggio del territorio prosegue 24 ore su 24. Grazie all’impiego di droni e agli specialisti TAS (Topografia Applicata al Soccorso), viene controllato costantemente l’avanzamento dello smottamento. L’incrocio dei dati raccolti ha consentito di individuare corridoi di sicurezza temporanei per permettere ai residenti di recuperare beni personali dalle abitazioni a ridosso della frana.
In prima linea i vigili del fuoco, con il supporto dei nuclei USAR (Urban Search and Rescue) e SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto). In un contesto ad altissimo rischio, il nucleo USAR ha garantito l’accesso in sicurezza nelle case più esposte, comprese quelle situate tra i 30 e i 50 metri dal fronte frana, una fascia finora interdetta per il pericolo di crolli improvvisi.
Decine gli interventi di recupero beni anche nella zona a massimo rischio, consentendo a diverse famiglie di rientrare temporaneamente per salvare effetti personali e documenti.
Nelle scorse ore si è tenuto un vertice operativo tra il Capo Dipartimento della Protezione Civile, il sindaco di Niscemi e il comandante provinciale dei vigili del fuoco per programmare le prossime fasi dell’emergenza. Le istituzioni ribadiscono che la priorità resta la sicurezza dei cittadini e degli operatori.
Parallelamente, le autorità civili e sanitarie si coordinano per garantire supporto psicologico e assistenza sanitaria agli sfollati. Non è ancora definito un piano definitivo di ricollocazione delle famiglie costrette a lasciare le proprie case, ma il lavoro per soluzioni abitative stabili è in corso.
Intanto il clima nella comunità resta segnato da trauma, rabbia e incertezza. Molti abitanti hanno perso la casa o la propria attività.
La frana di Niscemi rappresenta una delle crisi geologiche e sociali più gravi vissute in Sicilia negli ultimi anni.
Secondo gli esperti, non si tratta di un episodio isolato ma del risultato di più fattori: piogge estreme e cambiamenti climatici, che aumentano la probabilità di frane in aree già vulnerabili, e urbanizzazione in zone geologicamente instabili senza adeguate opere di protezione.
La frana è stata definita una delle più grandi degli ultimi anni in Italia per volume di materiale coinvolto. Sulla vicenda indaga la Procura di Gela, che ha aperto un fascicolo per disastro colposo ipotizzando responsabilità legate alla gestione urbanistica e alla prevenzione del rischio idrogeologico. Per facilitare le indagini si sta ricorrendo anche all’intelligenza artificiale, utilizzata per analizzare decenni di documenti amministrativi alla ricerca di eventuali omissioni o negligenze.

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