Inaugurata la casa di comunità “spoke” nella Città del Castello
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È stata inaugurata a Brolo la nuova Casa di Comunità “spoke” dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina: un presidio moderno pensato per garantire prossimità, continuità assistenziale e una presa in carico globale delle persone, con particolare attenzione ai pazienti cronici, ai soggetti fragili e alle loro famiglie.
La struttura si inserisce nel percorso di rafforzamento della sanità territoriale promosso dalla Regione Siciliana, con l’obiettivo di avvicinare concretamente i servizi ai cittadini, ridurre il ricorso improprio ai pronto soccorso e rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio. Al centro, un modello di medicina di iniziativa, capace di prevenire e intercettare i bisogni di salute prima che diventino emergenze.
La Casa di Comunità “spoke” di Brolo opererà in rete con gli altri servizi dell’Asp di Messina, offrendo ai cittadini un punto unico di accesso ai percorsi di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, secondo un approccio multidisciplinare e integrato. Si tratta di un investimento concreto sul futuro della salute pubblica, reso possibile grazie ai fondi del PNRR. La realizzazione dell’opera, completata con rigore e rapidità prima dei tempi contrattuali, rappresenta il risultato di un lavoro corale che ha valorizzato competenze interne ed esterne all’azienda sanitaria.
All’inaugurazione erano presenti il sindaco di Brolo, Giuseppe Laccoto – anche presidente della Commissione Sanità dell’ARS – il deputato regionale Pino Galluzzo, le autorità civili, religiose e militari, la Direzione Strategica dell’Asp di Messina e numerosi cittadini.
«Come sindaco e come presidente della Commissione Sanità dell’Assemblea Regionale Siciliana – ha dichiarato Laccoto – considero questa struttura un presidio fondamentale per garantire equità nell’accesso alle cure, ridurre le disuguaglianze e offrire servizi di qualità a questo territorio e a quelli limitrofi».
La struttura ospita servizi di assistenza medica e infermieristica, il Punto Unico di Accesso (PUA) per l’orientamento sanitario e amministrativo, oltre a sportelli dedicati ai servizi sociali. L’area delle cure primarie è organizzata secondo il modello della medicina di gruppo integrata, con la presenza di medici di medicina generale (MMG), pediatri di libera scelta (PLS), infermieri di famiglia e di comunità (IFoC) e psicologi, in spazi progettati per favorire il lavoro in équipe e l’approccio interdisciplinare.
L’area specialistica comprende ambulatori per la diagnostica di base, un punto prelievi e spazi dedicati alle visite specialistiche, garantendo così un’offerta sanitaria completa e accessibile.
«Questa struttura – sottolinea la Direzione Strategica dell’Asp di Messina, composta dal direttore generale Giuseppe Cuccì, dal direttore amministrativo Giancarlo Niutta e dal direttore sanitario Giuseppe Ranieri Trimarchi – rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di potenziamento della sanità territoriale nella provincia di Messina. È un presidio capace di intercettare precocemente i bisogni di salute e di seguire nel tempo i pazienti cronici e fragili».
Inserita nel contesto dei Nebrodi, dove sono già presenti altre Case di Comunità “spoke” e “hub”, la struttura contribuirà alla creazione di una rete assistenziale sempre più capillare, che sarà ulteriormente rafforzata dalla futura realizzazione degli Ospedali di Comunità, accanto ai presidi ospedalieri tradizionali.

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