Omicidio Florio: tre fermi tra Catania e Messina

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Una rapida e coordinata azione investigativa tra le Procure di Catania e Messina ha portato, nella tarda serata di ieri, al fermo di tre persone sospettate di essere coinvolte nell'omicidio e nella soppressione del cadavere di Giuseppe Florio, 66enne originario di Giardini Naxos.

Il caso è scoppiato la mattina del 26 aprile, quando un passante ha rinvenuto il corpo della vittima in località "Mitogio", nel comune di Castiglione di Sicilia. Il cadavere era stato avvolto in un lenzuolo e in sacchi di plastica, un dettaglio che ha immediatamente suggerito agli inquirenti che l'omicidio fosse avvenuto altrove.

Il coordinamento tra le forze dell'ordine ha permesso di ritrovare poco dopo, in località "Santa Venera" a Taormina, la Fiat Panda della vittima, completamente carbonizzata.

Le indagini si sono concentrate sulla cerchia di conoscenze di Florio, portando i Carabinieri a un'abitazione nel complesso di edilizia popolare di Trappitello (Taormina). Grazie all'analisi delle telecamere di videosorveglianza e ai rilievi del RIS, sono stati emessi i decreti di fermo per tre persone

  • Un uomo di 39 anni (gia noto alle forze dell'ordine) di Palagonia e la sua compagna di 50 anni, accusati di omicidio e soppressione di cadavere

  • Una donna di 53 anni, ospite della coppia, indagata per la sola ipotesi di soppressione di cadavere.

Secondo le ricostruzioni, l'aggressione violenta sarebbe avvenuta proprio all'interno dell'abitazione dei due conviventi, dove sono state repertate numerose tracce ematicheProssimi passi giudiziari

L'operazione è stata siglata dai Procuratori della Repubblica Francesco Curcio (Catania) e Antonio D'Amato (Messina). I provvedimenti di fermo dovranno ora essere vagliati dal GIP del Tribunale di Messina per la convalida. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati sono da presumersi innocenti fino a una sentenza definitiva di colpevolezza.  

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