Fratel Biagio Conte, “l'angelo dei poveri”

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Originario di Palermo, dove è nato il 16 settembre 1963, il missionario laico Fratel Biagio Conte è divenuto famoso per aver dato vita alla “Missione di Speranza e Carità“, un centro di accoglienza per poveri ed emarginati, creato nel capoluogo siciliano. Qui “il San Francesco di Palermo” ha vissuto per anni in povertà, aiutando “gli ultimi”, dopo aver lasciato agi e ricchezze per dedicarsi totalmente agli “invisibili”.

Nel maggio del 1990 Biagio Conte lasciò l'impresa di famiglia e iniziò a vivere da eremita nelle montagne dell'entroterra siciliano. Da giovane benestante cominciò ad occuparsi dei più deboli e dei senzatetto della Stazione Centrale di Palermo. Da quest'esperienza iniziò il suo percorso a favore di tanti “fratelli e sorelle”: barboni, vagabondi, giovani sbandati, alcolisti, ex detenuti, separati, prostitute, profughi e immigrati.

Dopo varie proteste riescì ad ottenere l'utilizzo di alcuni locali, dove nel 1993 fondò la “Missione di Speranza e Carità”, una comunità nella quale i bisognosi possono mangiare, dormire, lavorare e professare la propria fede.

La Missione, che nel 1998 e nel 2002 crebbe con la nascita di altre 2 comunità, si è occupata anche di aiutare le famiglie indigenti di Palermo. Fratel Biagio Conte ha condiviso la sua vita con gli ospiti della comunità: con loro dormiva, mangiava e raccoglieva aiuti.

Il fondatore della “Missione di Speranza e Carità” pochi anni fa è partito da Palermo per portare a piedi la sua croce di legno in giro per le regioni del Sud Italia, fino a Roma, da Papa Francesco.

Fratel Biagio è stato una speranza per migliaia di persone e la sua opera è stata linfa vitale per tutti coloro i quali fuggivano da guerre, miseria e povertà.

Biagio Conte si è spento a 59 anni, a causa di una malattia. In tantissimi, nei giorni scorsi, gli hanno reso omaggio e lo hanno ricordato. Nella camera ardente si sono recate persone provenienti anche dall'estero.

In molti, ora, chiedono che venga sostenuto il suo operato e che la città di Palermo possa raccogliere la sua eredità morale.