La processione delle “Barette”, tra i riti religiosi più sentiti dai fedeli della Città dello Stretto
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In tanti hanno preso parte anche quest'anno a Messina alla processione delle “Barette”, tra i riti religiosi più sentiti dai fedeli della Città dello Stretto.
Un evento suggestivo che viene regolato da un comitato di undici battitori, composto dai rappresentanti delle famiglie che hanno il compito di curare una varetta e guidare i portatori.
Secondo gli studiosi, le origini del rito religioso risalgono al XV secolo, periodo della presenza spagnola a Messina.
Venne utilizzato il termine “Barette” poiché inizialmente, durante il corteo religioso, venivano portati a spalla un’immagine dell’Addolorata e il simulacro di una bara con il Cristo morto seguito da altre piccole bare.
Nel 1610 la “Confraternita dei Bianchi” deliberò di dare vita a una processione con statue rievocative della Passione di Cristo.
La processione aveva luogo nella notte del giovedì Santo con una statua dell’Addolorata, una grande croce seguita da cinque bare rappresentanti i misteri dolorosi, un feretro di cristallo con un Cristo morto e la bara della Santa Spina portata a spalla dai padri Domenicani.
Fu nel 1801 che la processione venne spostata al venerdì e vennero introdotti nel corteo processionale il picchetto armato e la banda musicale militare, che si mantennero fino al 1866 e oggi sono stati sostituiti dalla Polizia Municipale. Successivamente il corteo religioso si arricchì di nuove Barette.
Le “Barette” sono in cartapesta e con la testa in legno e vengono custodite nella chiesa del Nuovo Oratorio della Pace in via 24 Maggio, da dove prende il via la suggestiva processione. Segui il servizio all'interno dei Tg di OndaTV

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