7 misure cautelari nei confronti di imprenditori e consulenti del lavoro
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I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale della città dello Stretto, su richiesta della locale Procura, nei confronti di n. 7 persone . Per 5 di loro è scattato l'arresto mentre per 2 degli indagati è stato disposto l' obbligo di presentazione alla P.G.. Nei loro confronti si ipotizza l'accusa a vario titolo di ssociazione a delinquere, estorsione e intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. L'indagine si è conclusa con il contestuale sequestro di beni per un valore di oltre € 180.000,00 e l’applicazione del “controllo giudiziario” nei confronti di n. 2 società.
L’operazione ha preso il via in pieno periodo pandemico quando le Fiamme Gialle della Compagnia di Taormina hanno effettuato un mirato intervento in materia di sommerso da lavoro presso una RSA della provincia, riscontrando come il titolare si fosse avvalso, secondo l'accusa, per l’assistenza degli anziani ricoverati, di lavoratori “in nero”.
Dalle successive indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Messina, con complesse ricostruzioni documentali, intercettazioni telefoniche e accertamenti bancari, e' emerso che il titolare delle strutture assistenziali, sempre secondo l'impianto accusatorio, giungesse, addirittura, ad impedire la fruizione di qualsiasi forma di riposo o ristoro durante l’orario di lavoro, nonché di socializzare tra loro.
Di non minore rilevanza, poi, la circostanza come i medesimi lavoratori effettuassero, singolarmente, il turno notturno, pari a dodici ore, durante il quale, oltre ad accudire gli anziani, avrebbero anche dovuto svolgere altre incombenze, quali il lavaggio e la stiratura delle telerie.
Secondo la Procura sarebbero state attuate palesi violazioni alla normativa relativa all’orario di lavoro, ai periodi di riposo, al riposo settimanale, all’aspettativa obbligatoria e alle ferie.
Nel merito, salvo diverse valutazioni nei successivi gradi di giudizio e fermo restando il principio di non colpevolezza sino a sentenza passata in giudicato, le indagini hanno consentito di documentare che gli indagati, tra imprenditori e consulenti , predisponesse specifici prospetti paga che, per un verso, solo formalmente, certificavano l’esecuzione di prestazioni lavorative in linea con la tipologia di contratti di lavoro stipulati con i dipendenti, d’altro canto, invece, riportassero anche l’inserimento, tra le voci stipendiali, di giorni e/o ore di assenza dal lavoro che, di fatto, non risultavano fruite dai dipendenti. L’Autorità Giudiziaria ha disposto nei confronti delle RSA finite al centro dell'inchiesta l’applicazione del controllo giudiziario nominando un Amministratore giudiziario che affiancherà gli imprenditori nella gestione dell’Azienda.
Si tratta di uno dei pochi casi a livello nazionale e, sicuramente, il primo caso di applicazione a livello provinciale di tale strumento di contrasto, previsto dal legislatore quale misura alternativa al sequestro cd. “impeditivo”, proprio al fine di salvaguardare i livelli occupazionali. Il provvedimento cautelare, si evidenzia, interviene nella fase delle indagini preliminari ed è basato su imputazioni provvisorie, che dovranno comunque trovare riscontro in dibattimento e nei successivi gradi di giudizio, nel rispetto, pertanto, della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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