Traffico illecito di rifiuti, 25 indagati
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Due ordinanze cautelari nei confronti di 25 soggetti sono state eseguite questa mattina dai Finanzieri del Comando Provinciale di Messina, con il supporto del Reparto Operativo Aereonavale di Palermo, nell’ambito di indagini dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Messina. Le misure sono state emesse dal G.I.P. del Tribunale di Messina. su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. Ai domiciliari sono finite 10 persone facenti parte, a vario titolo, di un’associazione a delinquere dedita, secondo l'accusa, in maniera sistematica ed organizzata, al traffico ed alla gestione abusiva (raccolta, trasporto, sversamento ed occultamento) di ingenti quantitativi di rifiuti speciali.
Nel medesimo ambito, il competente Giudice ha altresì disposto, oltre al sequestro preventivo di mezzi e complessi aziendali per un valore di stima pari ad oltre 2 milioni di euro, l’esecuzione di 15 misure interdittive del divieto temporaneo ad esercitare attività imprenditoriale, ovvero di ricoprire uffici direttivi, nei confronti di altrettanti noti titolari di ditte e rappresentanti di società operanti nel settore dell’edilizia, clienti dell’organizzazione criminale oggi repressa e che si sono avvalsi della medesima per lo smaltimento illecito di rifiuti speciali.
L'indagine ha preso il via da alcuni controlli del comparto aeronavale della Guardia di Finanza di Messina nel delicato settore del contrasto agli illeciti ambientali che hanno permesso di scoprire l’esistenza di una discarica abusiva in località Gravitelli della Città dello Stretto. A seguito di ulteriori approfondimenti, in sinergia con la componente specialistica del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Messina, è stato rilevato come i titolari delle società coinvolte nell’illecito sversamento risultassero già noti alle cronache giudiziarie, quali soggetti contigui a blasonati clan di matrice mafiosa attivi nella zona sud della città. Di qui, quindi, l’avvio di ben più penetranti investigazioni condotte dagli specialisti del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, con l’ausilio di militari della Stazione Navale di Messina e della Sezione Operativa Navale di Milazzo, focalizzatesi, in particolare, proprio sul riscontro degli ipotizzati reati fine ambientali: una serie indeterminata di gravissimi reati di inquinamento che hanno causato l’irrimediabile compromissione di una vasta area di terreno, sita a Messina in Contrada San Corrado - località Gravitelli, peraltro sottoposta ai vincoli previsti per i siti di interesse comunitario e le zone di protezione speciale.
In particolare, nel corso delle complesse investigazioni svolte, consistite in riprese video, intercettazioni telefoniche e ambientali, articolate ricostruzioni documentali, integrate da accertamenti bancari, nonché da attività tipiche di polizia giudiziaria, è emerso come, nonostante nei confronti degli indagati fossero già intervenute precedenti iniziative dell’Autorità Giudiziaria, gli stessi continuassero ad utilizzare, abusivamente ed indisturbati, un’area adibita a discarica abusiva, aggravando ulteriormente la portata delle condotte contestate, anche attraverso continui sconfinamenti in altre proprietà limitrofe con sversamento di una ingente quantità di rifiuti speciali, composti da scarti di lavori di ristrutturazione edile.
Gli accertamenti svolti hanno poi consentito di individuare, altresì, anche l’oggetto dei vari lavori commissionati agli associati da una nutrita cerchia di noti imprenditori edili messinesi che, al fine di ridurre le spese di trasporto e smaltimento dei rifiuti da demolizione ed incrementare i propri profitti, sono risultati essersi rivolti, con carattere di sistematicità, al gruppo criminale indagato, in totale spregio delle regole e della salvaguardia ambientale.
I provvedimenti cautelari intervengono nella fase delle indagini preliminari e sono basati su imputazioni provvisorie, che dovranno comunque trovare riscontro in dibattimento e nei successivi gradi di giudizio. Nei confronti degli indagati vige il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

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