Un grande incontro per il recupero delle identità locali

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Si è svolto a Ficarra il quarto convegno sulla Storia dei Nebrodi. L'iniziativa riprende la narrazione di quelli precedenti, iniziando proprio dal simposio di scultura della pietra arenaria, elemento identificativo di questo spicchio di territorio per poi snodarsi tra relazioni,  punti di "ri-partenza, riflessioni dedicate all’antica tradizione del Baco da seta, alla tutela dei "patrimoni" artistici e architettonici nebroidei, alle idee e proposte che giungono anche attraverso la voce dei sindaci dal Sistema Nebrodi. 
Un progetto ambizioso   per scoprire il modello Ficarra che spazia tra accoglienza e cultura e che vedrà impegnati artisti, artigiani, relatori e docenti, ma soprattutto amanti di storia e dell'arte, studenti, e soprattutto viaggiatori curiosi.
Solo da una ripresa culturale possa scaturire la rinascita, anche economica e sociale di questo territorio. Accogliere la voglia della gente di recuperare la loro storia come bisogno di riappropriarsi della loro identità culturale e umana.
La possibilità di costruire ulteriori occasioni di incontro tra le Amministrazioni comunali dei Nebrodi, nel tentativo di provare a rompere l’infecondo isolamento.
Per Mauro Cappotto, assessore del comune di Ficarra e promotore dell'iniziativa finanziata dal dall'Assessorto Regionale al Turismo nell'ambito delle attiviyà del progetto Ospitalità Diffusa,  offre l’occasione a studiosi e cultori della materia di rendere pubblica la loro ricerca al fine di stratificare e restituire, attraverso documenti storici, la memoria di momenti storici che hanno reso i Nebrodi protagonisti nel panorama siciliano e non solo. ( vedi l'intervista su OndaTv canale 75) 
La scelta di onorare la tradizione degli “scalpellini” non è a caso. Come la creazione della galleria dell'araldica nebroidea realizzata su questa pietra. A Ficarra venivano realizzati manufatti lapidei intagliati nelle più importanti fabbriche di edifici ecclesiastici rinascimentali e barocchi in Sicilia, una vera e propria scuola, come quella dei “maiolicari” di Naso, i fonditori di campane di Tortorici ed altre realtà che insistevano nel territorio nebroideo.
La lavorazione dell’arenaria è stata per secoli una importante risorsa per l’economia, una realtà d’eccellenza, importante e capace di innescare “flussi migratori verso le grandi committenze”.  

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