Il gioco del Maiorchino dichiarato bene immateriale Unesco

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Il lancio del Maiorchino, formaggio pecorino a pasta dura prodotto soprattutto a Novara di Sicilia, nel messinese, è iscritto nel registro delle buone pratiche di salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell'Unesco. Il gioco, praticato soprattutto nel periodo di Carnevale, consiste nel far rotolare una forma di formaggio attraverso le stradine del centro storico della città per circa due chilometri.

Il diciassettesimo Comitato Unesco, tenutosi a Rabat in Marocco, ha riconosciuto la rete dei giochi tradizionali del "Tocatì - Festival Internazionale dei Giochi in Strada" patrimonio dell'Umanità, iscrivendo nel registro delle buone pratiche di salvaguardia del Patrimonio culturale immateriale tutti i giochi delle comunità ludiche tradizionali italiane che da oltre trent’anni fanno parte delle pratiche proposte all’interno del Festival, fra i quali il lancio del Maiorchino di Novara di Sicilia. L’assessore regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Elvira Amata, ha espresso un plauso alla comunità di Novara di Sicilia e al Circolo sportivo Olimpia che in questi anni si sono fatti promotore della valorizzazione del Maiorchino. "La tenacia con cui è stato praticato e valorizzato un gioco di strada che affonda le sue radici in oltre 400 anni di storia - ha dichiarato il componente della Giunta Regionale - è emblematico di come alcune tradizioni siano profondamente radicate nella nostra cultura».

"La Regione Siciliana – aggiunge l’assessore Amata -  già nel 2006 ha riconosciuto il valore del Maiorchino come tradizione comunitaria, iscrivendo la festa del Maiorchino nel libro delle celebrazioni del Reis-Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia riconoscendone, insieme al Ciclo caseario del Maiorchino, il valore profondamente tradizionale».

SCHEDA GIOCO

Il gioco consiste nel far rotolare una forma di formaggio attraverso le stradine del centro storico della città per circa due chilometri. Squadre composte da tre giocatori tentano di vincere l'ambita competizione conducendo la forma al traguardo con il minor numero di lanci. Per lanciare le forme, che pesano circa dieci chili - con un diametro di trentacinque centimetri e uno spessore di dodici - le squadre si aiutano con una lazzada, un laccio molto robusto che imprime maggiore forza al lancio. Per tradizione, la finale del torneo si svolge sempre il giorno di martedì grasso, trasformandosi in una festa per tutto il paese: nella piazza di Novara di Sicilia, infatti, viene allestito un vero e proprio ovile dove contadini, in abiti tradizionali, preparano piatti tipici. 

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