Corteo nazionale contro le violenze di genere

Visite: 489

Il 25 Novembre, per la giornata internazionale per contrastare la violenza sulle donne, si è tenuto a Messina il corteo, per la prima volta, nazionale contro ogni violenza di genere, organizzato dal collettivo Non Una Di Meno Messina con la collaborazione degli snodi delle città di Palermo, Catania, Gela, Reggio Calabria e Lamezia, ma anche dei privati cittadini. Il corteo era in gemellaggio con quello di Roma, tenutosi lo stesso giorno. Una manifestazione che ha unito città e regioni, per ricordare Giulia e tutte le donne vittime di violenza, in tanti sono arrivati a Messina da Palermo, Catania, ma anche dalla Calabria, obiettivo di questa sincronicità dei due cortei nazionali era proprio dare la possibilità a tutti di parteciparvi senza dover affrontare lunghi e dispendiosi viaggi per raggiungere la capitale. La scelta è ricaduta sulla città di Messina per delle ragioni precise: è ancora oggi uno snodo fondamentale nella zona meridionale dell'Italia ed è facilmente raggiungibile anche dalle altre regioni. Altro importante motivo è il legame che si è creato tra la ricerca di liberazione del corpo e la riappropriazione dei territori e degli spazi cittadini, dove questi ultimi vogliono far sentire le proprie opinioni sulle infrastrutture che si decidono di finanziare.

Il corteo è partito alle ore 16 da Largo Seggiola, con striscioni e cartelli ben in vista dalle frasi dirette, incisive, la rabbia trapelava da ogni parola; fischietti in bocca per fare rumore e denunciare, determinate a farsi sentire. Così è stato, nonostante il vento, la pioggia e addirittura la grandine, chi ha partecipato alla manifestazione è andato aventi munito di impermeabile, ombrello o pronto a urlare grondante di acqua. Nulla ha fermato queste donne armate di voglia di cambiamento che sono rimaste unite fino alla fine, tappa dopo tappa. Tante le soste simboliche, la prima un ballo, non uno qualunque, bensì il Flamenco scelto per sottolineare la costante ricerca da parte delle minoranze di indipendenza e autodeterminazione. Altra sosta carica di significato quella davanti al Tribunale, per evidenziare ancora una volta la necessità di un intervento politico su questi temi, la necessità di una educazione affettiva nelle scuole, ma anche per criticare la gestione spesso superficiale o pregiudizievole adottata dalle forze dell'ordine quando si tratta di reati inerenti la violenza di genere.

Numerosi gli interventi susseguitisi che analizzavano ognuno un dettaglio specifico di questa lotta, il corteo si è concluso a Piazza Duomo dove il microfono è stato infine lasciato libero in modo che chi volesse avesse la possibilità di esprimersi.

Sabato le donne, le persone si sono fatte sentire, non sono rimaste in silenzio ad elaborare l'ennesimo lutto, ma hanno urlato la loro indignazione, hanno incendiato la città con la loro forza e volontà di cambiamento.

Per ulteriori informazioni seguiteci sul canale 75. 

Leave your comments

Post comment as a guest

0
terms and condition.

Comments