Nuovi sviluppi sul probabile duplice femminicidio
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E' stato aperto un fascicolo d’inchiesta per capire esattamente cosa sia accaduto tra la sera del 4 e il 5 gennaio, quando sono stati trovati, in due abitazioni differenti di Naro, nell’Agrigentino, distanti appena 150 metri, i cadaveri di due donne, entrambe originarie della Romania. Una delle due donne, Maria Russ, 57 anni, è stata trovata quasi carbonizzata in un appartamento che era stato dato alle fiamme. L’altra donna, Delia Zarniscu di 58 anni, è stata trovata priva di vita in un lago di sangue.
Dalle prime indagini sembrerebbe che i due episodi siano collegati. Al momento sospettato e fermato per duplice omicidio e vilipendio di cadavere Omar Edgar Nedelkov di 24 anni connazionale delle vittime. A chiamare i vigili del fuoco, che hanno poi scoperto il corpo carbonizzato della 57ene nell'appartamento, sono stati alcuni vicini allarmati dalle fiamme. La chiamata al 118 per avvertire della presenza del secondo corpo sarebbe stata fatta invece dal telefono della vittima stessa, proprio, dal romeno fermato, che pare vivesse nello stesso stabile della cinquantottenne.
L’autopsia sui corpi delle due donne ha confermato che sono state massacrate. Sui loro cadaveri il medico legale ha riscontrato lesioni plurime, l’inequivocabile prova che entrambe sono state colpite brutalmente prima di morire.
Davanti all’uscio di casa dell'appartamento dato alle fiamme è stato prelevato un mozzicone di sigaretta. Gli investigatori hanno effettuando i rilievi dentro l’abitazione con i vigili del fuoco, ma non hanno trovato materiali che abbiano potuto fare accelerare il rogo. Nessuna traccia di liquido infiammabile o inneschi all’interno dell’abitazione. Si presuppone perciò che l’incendio sia stato appiccato alla poltrona davanti alla quale è stata trovata la vittima. Inoltre dalla visualizzazione dei video delle telecamere di videosorveglianza si può vedere il 24enne ripreso con i pantaloni abbassati mentre guarda da un’anta della finestra il fuoco che si era sprigionato in casa della donna.
Il romeno fermato si è avvalso della facoltà di non rispondere all’interrogatorio. Ha però cercato di fornire un alibi falso infatti ha riferito, a investigatori e inquirenti, che nella notte tra giovedì e venerdì, quando sono state trucidate le due donne, si trovasse «al bar con la fidanzata». La fidanzata, sentita in caserma, ha però rivelato che Omar le avrebbe chiesto di confermare la sua falsa versione.
Omar Edgar Nedelkov era già noto perché recentemente accusato di furto ai danni della ditta agricola per cui lavorava e d’aver appiccato, utilizzando gasolio, un incendio ad una delle serre. Procura e carabinieri sono, intanto, riusciti a ricostruire cosa è accaduto nella notte in cui sono state trucidate le due donne. Lo hanno fatto anche “grazie alla grande collaborazione della comunità romena”.
Giovedì sera, a casa di Delia Zarniscu, 58 anni, in via Vinci, c’è stata una cena accompagnata da super alcolici. I commensali erano l'uomo di 24 anni, ora sospettato, e un connazionale di 50 anni. Stando a quanto è stato ricostruito, il giovane avrebbe molestato sessualmente la donna. Delia Zarniscu, respingendo le avances, avrebbe buttato fuori dalla sua abitazione i due.
Durante la cena pare che i tre romeni avessero parlato della 54enne connazionale Maria Rus. Quando i due romeni sono stati allontanati dalla casa di via Vinci, il più giovane si sarebbe diretto verso l'abitazione di Maria Rus dove lei senza nulla temere lo avrebbe fatto entrare, mentre il cinquantenne sarebbe andato a casa sua. Secondo l’accusa il 24enne a quel punto l'avrebbe uccisa a botte e poi bruciata davanti la poltrona che c’era nel salone di ingresso. Il romeno – secondo la ricostruzione degli inquirenti - sarebbe tornato verso l'abitazione di Delia dove avrebbe sfondato la porta di ingresso e con «una ferocia inaudita» - per come è emerso fin dal primo sopralluogo nell’abitazione -, avrebbe trucidato anche Zerniscu, spaccandole in testa tutto quello che è stato trovato: piccoli mobili, suppellettili e arredi. Altre persone, sempre connazionali, richiamati dall’infernale trambusto, sono accorsi. Tra essi sono stati trovati dei testimoni, la cui audizione ha contribuito alla ricostruzione di cosa sarebbe accaduto. L’inchiesta va ancora avanti e oggi sono state passate in rassegna le immagini dei sistemi di videosorveglianza.
Omar Edgar Nedelkov, intanto è in stato di fermo per il duplice omicidio delle due connazionali e comparirà davanti al giudice del Tribunale di Agrigento per l’interrogatorio di convalida del fermo. Intanto è stato trasferito nel carcere di Gela.

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