Scambio di battute tra Ponte Sì e Ponte No
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“Continuare a parlare di Ponte sì-Ponte no ormai non ha davvero alcun senso. A pochi mesi dalla riapertura dei cantieri di questa infrastruttura, dopo un blocco ultradecennale imposto dai nemici del Mezzogiorno, oggi non c’è più spazio per i no Ponte: appartengono a un’altra epoca, sono anacronistici e in netto contrasto con la storia, con lo sviluppo e con il futuro del nostro Paese. Sono gli unici a non aver compreso che il dibattito è ormai privo di senso grazie a una legge approvata a maggioranza dal Parlamento e firmata dal presidente Mattarella. Il collegamento stabile tra la Sicilia e l'Europa si farà. Adesso, è necessario preparare i territori, i lavoratori, i commercianti e gli imprenditori a cogliere questa grande opportunità. Nella storia della nostra Repubblica non ci sono precedenti come il momento attuale, con finanziamenti così cospicui per l’intero Sud. Il 2024 sarà ricordato come l’anno dell’avvio dei cantieri. Mettiamo da parte le inutili e pretestuose polemiche di una minoranza talmente inconsistente numericamente che a Messina non è riuscita a eleggere neanche un consigliere comunale, e remiamo tutti insieme verso un'unica direzione: la rinascita del nostro territorio”.
Così afferma in una nota il senatore siciliano Nino Germanà, vicepresidente del Gruppo Lega e segretario in commissione Trasporti a Palazzo Madama.
Non tarda ad arrivare la risposta della Cgil Messina in merito al Ponte sullo stretto.
La Cgil Messina evidenzia come la grande manifestazione nazionale del 2 dicembre, che ha visto una straordinaria partecipazione e che ha coinvolto numerose associazioni, ha ribadito la contrarietà al Ponte sullo Stretto.
“Continua l’opera di distrazione di massa dai problemi reali da parte di certa politica appoggiata da alcune forze sociali del nostro territorio. Si continua a discutere della mega opera come unico elemento di sviluppo e volano della nostra economia senza accorgersi che ormai, nel 2024, parlare di Ponte è diventato anacronistico”, dichiara il segretario generale della Cgil Messina Pietro Patti.
La Cgil Messina osserva come dallo stesso sito della Regione Siciliana emerge che le opere incompiute in Sicilia sono quasi 140 e Messina detiene il triste primato di questa classifica con 36 lavori mai ultimati, sebbene rappresentino opere necessarie e utili alla
collettività che avrebbero un impatto positivo e reale sulla condizione di vita e di lavoro dei cittadini e delle cittadine.
Per queste opere – evidenzia la Cgil Messina - si sono già sprecati più di 400 milioni di euro e ce ne vorrebbero quasi 300 per il loro completamento, bazzecole rispetto ai “fantamiliardi” del Ponte.
Parliamo di 250 alloggi per l’istituto autonomo case popolari di Messina, di costruzione o ammodernamento della rete fognaria per alcuni comuni della provincia, di impianti sportivi e di strade di collegamento interno per i piccoli comuni della provincia e delle aree interne.
“Una città – prosegue il segretario generale della Cgil Messina – che non riesce a completare un’opera strategica come quella del porto di Tremestieri che decongestionerebbe il traffico cittadino o che non riesce a ultimare i lavori del viadotto Ritiro, diventata ormai la barzelletta d’Italia, o che non riesce a tutelare e valorizzare i propri beni artistici e architettonico-culturali non può sempre inseguire la chimera del Ponte mentre tutto il resto rimane nell’eterno riposo delle incompiute”.
La Cgil Messina sottolinea come non si parla mai di aree interne e della fatica che fanno le aziende, i lavoratori e i cittadini con gli spostamenti senza collegamenti adeguati. “Dall’ultimo report della Cgil Sicilia – aggiunge ancora Patti - si evince come il governo nazionale abbia scippato alla nostra regione quasi 5 miliardi di euro nel silenzio assoluto di buona parte della politica, soprattutto quella di governo.
Taglieranno quasi 100 scuole in due anni e di queste 11 solo nella nostra provincia e nessuno, tranne la nostra organizzazione sindacale, si è preoccupato delle sorti dei nostri alunni e del personale scolastico coinvolto. E mentre la nostra città si apprestava ad ammirare le luci natalizie e partecipare ai concerti non ci si è accorti che dalla finanziaria regionale non è arrivato un solo euro per Messina”.
La Cgil Messina auspica, infine, che nei vari incontri, a livello locale, regionale, nazionale, vengano invitate anche le parti
sociali contrarie al Ponte non per posizioni ideologiche ma con fatti e motivazioni concrete.

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