Strage Suviana, l'ultimo saluto al 35enne Vincenzo Franchina
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In tanti ieri pomeriggio, nella chiesa di San Michele arcangelo di Sinagra, hanno dato l'ultimo saluto a Vincenzo Franchina, il 35enne morto nell'esplosione della centrale idroelettrica sul lago di Suviana. Per i funerali il primo cittadino di Sinagra, Nino Musca, ha disposto il lutto cittadino.
Presenti anche i sindaci dei comuni dell'hinterland con la fascia tricolore e vari sindacalisti. In tanti hanno accompagnato la bara, anche sotto la pioggia, nell'ultimo viaggio verso il cimitero.
Vincenzo era molto legato alla sua terra ma aveva lasciato la Sicilia per trovare un lavoro. “ I pilastri della sua vita – ha detto nell'omelia il parroco Pietro Pizzuto - erano la famiglia, prima quella di origine, e poi la famiglia che si era era creato con Enza impreziosita dalla nascita di Tommaso. Altro pilastro di Vincenzo – ha proseguito il sacerdote - era il legame con sua terra di origine con le sue secolari tradizioni e poi l'amicizia che ha dato la possibilità di esprimere la sua generosità. Infine il lavoro”. Vincenzo era orgoglioso della posizione che si era conquistato con fatica e con passione ma proprio sul lavoro ha trovato la morte.
Vincenzo era il più giovane dei sette tecnici specializzati che hanno trovano la morte dopo l’esplosione nella centrale idroelettrica di Bargi verificatasi il 9 aprile scorso. L’esplosione, oltre alle sette vittime, ha provocato anche cinque feriti gravi.

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