9 indagati e maxi sequestro da 11 milioni di euro per la convenzione tra Policlinico e centro clinico privato

Visite: 1173

I Carabinieri del Comando provinciale di Messina hanno eseguito, nelle scorse ore, l'ordinanza applicativa di misure cautelari, personali e reali, emessa dal Gip del Tribunale Peloritano, su richiesta della procura della Repubblica, nei confronti di 9 indagati.

Le accuse, a vario titolo, sono di "peculato e corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio". Per quattro indagati è stato disposto il divieto temporaneo di contrattare con la pubblica amministrazione ed esercitare impresa in ambito sanitario. Nei confronti dei nove indagati, il Gip ha disposto, ciascuno pro quota, il sequestro preventivo di denaro, beni mobili e immobili, per l'importo complessivo di 11 milioni di euro, pari ai presunti fondi pubblici distratti.

L'indagine infatti si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e per gli indagati vale il principio di non colpevolezza fino ad eventuale sentenza definitiva di condanna.

I provvedimenti sono relativi ad un'indagine avviata, nel 2019, dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Messina, coordinata dalla Procura, a seguito della denuncia di un medico, all'epoca, in servizio presso l'Azienda Universitaria Policlinico di Messina, il quale aveva segnalato svariate presunte irregolarità nella gestione del centro clinico privato NeMoSud, costituito per lo svolgimento di attività di riabilitazione neurologica presso il medesimo sito ospedaliero. Dopo i primi riscontri, per effetto di indagini tradizionali e tecniche (acquisizione di documentazione, interrogatori, intercettazioni di conversazioni), l'indagine si è arricchita di significativi elementi che hanno fatto luce sull'iter delle convenzioni stipulate tra l'ente pubblico e la fondazione privata costitutiva del centro clinico.

Secondo quanto accertato a partire dal 2012 e sino al giugno 2021 (anno di chiusura del centro clinico in questione), attraverso la stipula di convenzioni, sempre più vantaggiose per il centro clinico, si sarebbe consentito – secondo l'ipotesi accusatoria - ad una clinica privata di operare in un ospedale pubblico, con costi a carico dell'Erario, in assenza dell'autorizzazione e dell'accreditamento della Regione Siciliana.

È emerso altresì che i dirigenti dell'epoca del Policlinico avrebbero – sempre secondo l'accusa – esternalizzato in maniera arbitraria, in favore del centro privato, le prestazioni di neuro-riabilitazione, stornando il rimborso delle spese da parte del Servizio Sanitario Regionale. Gli indagati, con tali condotte, avrebbero, quindi, distratto fondi pubblici, destinando al centro clinico finito al centro dell'indagine rilevanti somme di denaro appartenenti alla struttura pubblica.

Peraltro, è emerso che il centro clinico privato avrebbe qualificato le prestazioni erogate con un codice, che prevedeva un rimborso, da parte della Regione Sicilia; e ciò nonostante che la medesima Regione non avesse programmato quel tipo di prestazioni da parte del Policlinico universitario.

Nel corso dell'indagine sono emerse anche le condotte (qualificate, allo stato, come corruttive) contestate ad un medico del Policlinico, il quale, preposto al controllo e alla verifica delle attività sanitarie del centro clinico privato finito nel mirino della magistratura, avrebbe, dapprima, sostenuto la sua costituzione, e poi permesso l'arbitraria erogazione delle prestazioni di neuro- riabilitazione, da parte del centro clinico, ricevendo, in cambio di tale condotta, ritenuta dalla Procura “contraria ai doveri del proprio ufficio”, l'incarico di direttore clinico del centro privato, nonché l'assunzione di alcuni familiari all'interno della medesima struttura privata, con contratti di diritto privato.

Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che quindi gli indagati sono da presumersi innocenti fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti le responsabilità. Il giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese davanti al giudice terzo ed imparziale, potrà concludersi anche con la prova dell'assenza di ogni forma di responsabilità in capo agli stessi indagati.

Leave your comments

Post comment as a guest

0
terms and condition.

Comments