Il sindaco Basile teme che servirà un taglio all'erogazione d'acqua in città
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La carenza d’acqua sta diventando una criticità sempre più acuta. Luglio e agosto potrebbero essere mesi particolarmente a rischio e soluzioni immediate non ce ne sono.
Il coordinatore della cabina di regia regionale per l’emergenza idrica, Salvatore Cocina, ha convocato i comuni dell’Ati idrico di Messina, il sindaco metropolitano e l’Amam per fare un approfondimento sul situazione nel territorio provinciale e affrontare di petto le situazioni più preoccupanti e trovare soluzioni tampone alla crisi montante.
Il sindaco di Messina Federico Basile non nasconde da tempo una preoccupazione seria che teme possa esplodere in piena estate, le presenze e i consumi crescono. Rimanere senz’acqua d’estate sarebbe un problema grave che nessuno potrebbe digerire facilmente, anche se la siccità è un tema che riguarda tutta l’Isola da parecchi mesi.
Tra le soluzioni, l'irrigidimento dell'ordinanza già varata – Basile poi aggiunge –. Spero di non dover arrivare al taglio delle ore di distribuzione ma temo che nel cuore dell’estate possa essere necessario. Anche gli incendi sono un fattore».
L’Amam presenterà il quadro generale e alcune soluzioni per poter recuperare al più presto dell’acqua da poter dare alla città. La prima sarà quella di chiedere un’accelerazione nel processo di autorizzazione per lo sfruttamento di due pozzi a Briga che possono portare alla causa fra i 50 e i 60 litri al secondo (a Messina ne servono circa 1100 per poter avere una distribuzione sufficiente, ma va detto che quasi la metà si perde in rete). In un paio di settimane dal via libera i pozzi potrebbero confluire nell’acquedotto Fiumefreddo.

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