Vasta operazione dei carabinieri con 112 misure cautelari. Sequestrati beni per oltre 4 milioni di euro
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E' stata portata a termine nelle prime ore della mattinata di oggi una vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Messina con ben 112 misure cautelari. L'indagine ha interessato vari comuni della Sicilia, in particolare del messiense, della Calabria, e altre località del territorio nazionale e all’estero. Il GIP del Tribunale di Messina su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto la custodia cautelare in carcere per 85 persone mentre per 27 indagati è stata applicata la custodia agli arresti domiciliari. Gli indagati sono accusati – a vario titolo – di “associazione finalizzata alla detenzione, traffico, coltivazione e cessione di stupefacenti”, nonché per “autoriciclaggio”, “trasferimento fraudolento di valori”, “porto abusivo ed alterazione di armi”, “estorsione” e altri reati.
I provvedimenti restrittivi scaturiscono dagli esiti di tre distinte indagini, condotte dai Carabinieri delle Compagnie di Messina Sud e di Barcellona Pozzo di Gotto, tutte sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, che hanno contemporaneamente disarticolato più organizzazioni criminali attive nel narcotraffico, nella città di Messina, nel Barcellonese e nelle aree nebroidea e tirrenica della provincia con collegamenti con strutture criminali calabresi e soggetti attivi anche in Campania, Lombardia e all’estero. Sono stati sequestrati beni per un valore di oltre 4 milioni di euro.
L'esecuzione dei provvedimenti restrittivi si pone a valle di tre distinte indagini partite da gennaio 2021. Le articolate e complesse investigazioni hanno svelato l'esistenza e l'operatività di diverse organizzazioni criminali della città di Messina e del barcellonese, attive nel narcotraffico, con collegamenti con strutture criminali calabresi e soggetti attivi anche in Campania, Lombardia e all'estero.
Nell'ambito delle tre attività investigative, sono stati, infatti, documentati diversi, stabili, canali di approvvigionamento della droga, con la Calabria, per la cocaina; con alcuni soggetti attivi nelle province di Napoli e Milano, nonché con la Spagna, per l'hashish; e con soggetti attivi nei Paesi Bassi, con riferimento allo spice, cannabinoide sintetico con effetto psicotropo estremamente dannoso per la salute.
Le indagini sono state svolte utilizzando i tradizionali strumenti delle intercettazioni, telefoniche e ambientali; di servizi di osservazione e pedinamento con arresti e sequestri di sostanze stupefacente; delle dichiarazioni di soggetti che hanno avviato la collaborazione con l'autorità giudiziaria. Gli elementi raccolti, dunque, hanno disvelato l'organigramma di 4 tra le principali organizzazioni criminali operanti, dal 2020, nel traffico di stupefacenti e nella gestione di piazze di spaccio nei quartieri messinesi di Giostra, Santa Lucia Sopra Contesse, Villaggio CEP e Villaggio Aldisio, nonché nelle zone di Barcellona P.G. e di Milazzo.
L'attività investigativa ha altresì consentito di raccogliere indizi circa l'esistenza di un ulteriore gruppo criminale, finalizzato all'illecita introduzione nel carcere di Barcellona P.G. di telefoni cellulari, composto da detenuti e da una donna la quale, dall'esterno dell'istituto, avrebbe introdotto i dispositivi occultati all'interno di pacchi destinati ai detenuti. Tra i destinatari della misura cautelare in carcere figurano un Agente della Polizia Penitenziaria e un infermiere dell'ASP di Messina, all'epoca entrambi in servizio presso la citata Casa Circondariale.
Il primo avrebbe coadiuvato uno dei capi della consorteria -sottoposto a detenzione-consegnandogli stupefacente, poi, distribuito nel carcere; il secondo avrebbe introdotto la droga nel carcere, ceduta poi ad alcuni reclusi.
Seguono aggiornamenti

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