Bonificati 8 ordigni nello Stretto di Messina
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I Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare (COMSUBIN), distaccati presso il Nucleo SDAI (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Augusta, hanno bonificato, con delicate operazioni subacquee, ben 8 ordigni bellici individuati nelle insidiose acque dello Stretto di Messina, presso le località Bolano, Acciarello (RC) e lungo la costa messinese.
La segnalazione della presenza di ordigni è stata comunicata da una ditta di lavori subacquei impegnata nelle indagini preventive nell’ambito del progetto Bolano-Annunziata, un’opera di approvvigionamento energetico (cavi subacquei) che collegherà Messina e Reggio Calabria.
Su incarico delle Prefetture di Messina e Reggio Calabria, i Palombari della Marina Militare hanno elaborato un piano per la bonifica degli ordigni, localizzati a profondità comprese tra i 35 e i 40 metri. Gli ordigni sono stati successivamente riconosciuti come 4 bombe d’aereo da 500 libbre, 3 bombe d’aereo da 250 libbre e un proietto di grosso calibro, per un totale di 8 pezzi, tutti risalenti al Secondo Conflitto Mondiale.
Le operazioni, iniziate il 26 febbraio scorso, si sono sono rivelate estremamente complesse, con difficoltà tecniche che hanno richiesto particolari attenzioni. I fattori ambientali hanno influito significativamente sullo svolgimento delle operazioni: immersioni a quote rilevanti, forti correnti e condizioni meteo avverse hanno messo a dura prova i Palombari impegnati sul campo. A rendere l’intervento ancora più delicato è stata la tipologia degli ordigni, bombe d’aereo "armate" con spolette inserite, il che ha richiesto un attento processo di rimozione, rimorchio e distruzione per garantire la sicurezza degli operatori subacquei e della comunità circostante.
Ogni fase della bonifica è stata attentamente pianificata attraverso un coordinamento efficace che ha visto il coinvolgimento del personale delle Capitanerie di Porto e del Reparto Navale della Guardia di Finanza di Messina e Reggio Calabria, al fine di garantire un’adeguata cornice di sicurezza.
L’eliminazione dei residuati bellici consentirà la posa in sicurezza dei cavi subacquei del nuovo elettrodotto che aumenterà la capacità di interconnessione tra la Sicilia e il Continente fino a 2.000 MW, contribuendo allo sviluppo e all’integrazione delle fonti rinnovabili nel Sud Italia. Inoltre, il collegamento migliorerà la rete elettrica, aumentando la flessibilità operativa e garantendo maggiore sicurezza ai sistemi elettrici del Mezzogiorno e dell’Isola.
E’ bene ricordare a chiunque dovesse trovare oggetti che per forme e dimensioni possano richiamare un ordigno esplosivo o parti di esso, che questi manufatti possono essere molto pericolosi e pertanto non devono essere toccati o manomessi in alcun modo, denunciando immediatamente il ritrovamento alla locale Capitaneria di Porto o alla più vicina stazione dei Carabinieri, così da consentire l’intervento dei Palombari della Marina.

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