Strage di Monreale, fermato un altro giovane
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Nuovi sviluppi sull'indagine della strage avvenuta la notte del 26 aprile scorso a Monreale. Nelle scorse ore i carabinieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura nei confronti di un 18enne palermitano, accusato, in concorso, del reato di strage.
I militari dell'Arma, nel pomeriggio di ieri, hanno individuato nel quartiere Zen di Palermo il motociclo utilizzato da alcuni dei giovani coinvolti nella sparatoria avvenuta domenica scorsa a Monreale, durante la quale sono stati esplosi decine di colpi di pistola sulla folla, causando la morte di tre coetanei e il ferimento grave di altri due.
Il giovane, insieme ad altre persone ancora non identificate, avrebbe istigato il 19enne fermato nei giorni scorsi a sparare colpi di pistola ad altezza uomo in strada, dove si trovavano oltre cinquanta persone.
I carabinieri erano già sulle sue tracce da ieri mattina, dopo il ritrovamento, lungo le strade dello Zen, della BMW Gs che quella notte sarebbe stata immortalata da diversi impianti di videosorveglianza installati vicino al luogo della sparatoria, e che era stata indicata anche da numerosi testimoni. Il proprietario del veicolo, tuttavia, risulta essere un altro ragazzo, che contattato dagli investigatori, ha riferito che il 18enne avrebbe avuto la disponibilità della moto, di cui possedeva le chiavi e che era custodita nel suo box.
È stato lo stesso diciottenne, che nel tardo pomeriggio di ieri si è presentato negli uffici della squadra mobile, a confessare la propria presenza nel luogo in cui si sono consumati i tre omicidi, anticipando così l’inevitabile.
Il giovane dello Zen fermato è considerato uno dei componenti del "gruppo di fuoco". Ha confermato di essere lui il ragazzo a bordo della moto immortalata dalle telecamere quella notte, anche se ha evitato di rispondere ad altre domande.
Attualmente, come per il 19enne fermato subito dopo il delitto, è stato rinchiuso nel carcere Pagliarelli di Palermo.
Le indagini proseguono per identificare gli altri componenti del "gruppo di fuoco" responsabile dell’omicidio di Andrea Miceli, Massimo Pirozzo e Salvatore Turdo.

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