Sarà riportato alla luce il teatro di Halaesa Arconidea
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Entro due anni sarà riportato alla luce il teatro ellenistico - romano nel sito archeologico di Halaesa Arconidea, nel territorio di Tusa. Nei giorni scorsi sono stati consegnati i lavori di scavo alla presenza dei vertici del Parco archeologico di Tindari, della Soprintendenza ai Beni culturali di Messina e dell’amministrazione comunale. Ad eseguire l’intervento sarà l’impresa Cavarra Vincenzo Srl di Noto per un importo complessivo di oltre 760 mila euro.
Ciò consentirà di conoscere e studiare un edificio pubblico monumentale di età greco-romana di prim’ordine per le sue dimensioni eccezionali e lo stato di conservazione degli elementi architettonici che lo costituiscono.
L’importante scoperta del teatro è resa certa e documentata dai saggi di scavo condotti nel 2017 e dalle trincee aperte tra il 2018 e il 2019, infine dalla campagna di scavo del 2021, che ha permesso di definire le caratteristiche peculiari del monumento ed avere evidenza di una parte del muro sud della cavea e del muro del corridoio di accesso all’edificio. Il merito della scopertta del monumento è degli archeologi della missione francese dell’Università di Amiens, diretta dalla professoressa Michela Costanzi.
Il teatro, con un diametro di 77 metri e una profondità di 37,5 metri, poteva contenere circa diecimila spettatori ed era usato sia come spazio pubblico per spettacoli e riunioni, che come elemento urbanistico fondamentale per il collegamento tra la parte sud e la parte nord della città.
Lo scavo è stato finanziato dall’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana sulla base di un progetto redatto dall’architetto Giuseppe Natoli (attuale direttore del Parco archeologico di Tindari), Pietro Coppolino, dal geometra Giovanni Manera e dall’architetto Pietro Lipari.
«Oltre a risultare un evento di grande eccezionalità scientifica - è il commento del direttore del Parco Archeologico di Tindari Giuseppe Natoli -lo scavo del Teatro dell’antica città di Alesa, ancora sepolto sotto 12.600 metri cubi di terra, quarto in Sicilia per importanza e dimensioni dopo quello di Siracusa, Agrigento (in corso di scavo) e Taormina, farebbe di Alesa una delle tappe principali nel circuito turistico dei siti archeologici dell’Isola, richiamando l’interesse di turisti nazionali e internazionali, ma anche di studiosi e appassionati».
A monitorare lo svolgimento dei lavori sarà il Parco archeologico di Tindari in stretta collaborazione con la Soprintendenza dei Beni culturali e ambientali di Messina (che ha espletato la gara di affidamento nella qualità di stazione appaltante) e con la missione archeologica dell’Università de Picardie Jules Verne di Amiens.

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