Morte Viviana e Gioele, chiesta la riapertura delle indagini

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Daniele Mondello torna a chiedere la riapertura delle indagini per far luce sulla morte della moglie Viviana e del figlio Gioele, trovati senza vita nelle campagne di Caronia nell'agosto del 2020.

Nelle scorse ore ha comunicato di aver depositato una nuova istanza presso la Procura di Patti, affidandosi all’avvocato Francesco Mazza e a un team di esperti che hanno lavorato negli ultimi due anni. La richiesta di riapertura delle indagini nasce dalla convinzione che ci siano ancora aspetti da chiarire e che la versione ufficiale, quella di un omicidio-suicidio, non sia sufficiente a spiegare tutto ciò che è accaduto.

Era il 3 agosto del 2020 quando Viviana Parisi uscì di casa con il figlio di soli 4 anni. Doveva andare a comprare un paio di scarpe a Milazzo. Tuttavia, l’auto della donna proseguì inspiegabilmente lungo l’autostrada A20, fino alla galleria Pizzo Turda, in territorio di Caronia, dove si verificò un lieve incidente con un altro mezzo in transito. Madre e figlio lasciarono il veicolo e si addentrarono nella campagna vicino all’autostrada. Purtroppo, entrambi furono trovati morti, a distanza di alcuni giorni l’uno dall’altro, nella vegetazione. La Procura di Patti, dopo varie indagini, ha concluso che si trattò di un omicidio-suicidio, una tesi sostenuta dal procuratore capo Angelo Cavallo e confermata dal giudice per le indagini preliminari nell’ottobre 2021, con l’archiviazione del caso.

Ma Daniele Mondello non si arrende. Daniele Mondello e ha deciso di chiedere nuovamente la riapertura delle indagini. La richiesta, depositata dal suo nuovo avvocato, Francesco Mazza, è supportata dai risultati di un team di esperti che ha analizzato i dettagli della vicenda negli ultimi due anni.

«Attendiamo che la Procura di Patti valuti con obiettività le conclusioni dei nostri consulenti», ha scritto Mondello sui social, sottolineando la volontà di fare piena luce su questa storia ancora avvolta da molte ombre.

L’avvocato Mazza, docente di Diritto Penale all’Università di Cassino, ha spiegato che le indagini presentano ancora molte lacune e contraddizioni. Per il legale ci sarebbero elementi che potrebbero indicare il coinvolgimento di terzi.

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