Presentato il Rapporto Regionale della Banca d'Italia "Economie regionali. L'economia della Sicilia"

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L’Aula Magna del Rettorato ha ospitato l’incontro “Economie regionali. L’economia della Sicilia”, durante il quale è stato presentato il nuovo rapporto regionale della Banca d’Italia. Un documento che sintetizza i risultati delle ricerche condotte a livello locale, con l’obiettivo di contribuire a una migliore comprensione delle dinamiche di sviluppo del sistema economico siciliano.

I lavori sono stati aperti dai saluti della Rettrice, prof.ssa Giovanna Spatari, del Direttore del Dipartimento di Economia, prof. Gaetano Barresi, e della Direttrice della Sede di Palermo della Banca d’Italia, dott.ssa Milena Caldarella.

“Il Rapporto della Banca d’Italia – ha esordito la Rettrice – rappresenta un lavoro di grande valore analitico e strategico. Dalla sua analisi emerge come la nostra Regione sia una realtà dinamica e in crescita”.

“Questo rapporto – ha aggiunto il prof. Barresi – fornisce al Dipartimento di Economia spunti di confronto tra il mondo accademico e le istituzioni, utili per sviluppare sinergie che possano portare benefici concreti al territorio e alla nostra regione.”

“Per la Sicilia – ha commentato la dott.ssa Caldarella – il 2024 si è rivelato un anno positivo, con un aumento dell’attività economica dello +1,3%, anche se in rallentamento rispetto all’anno precedente. Tuttavia, questa crescita si è dimostrata più robusta rispetto a quella dell’Italia (+0,7%). Questo risultato è stato possibile grazie all’espansione occupazionale, che ha sostenuto il reddito delle famiglie siciliane.

Il rapporto è stato presentato dai dott.ri Antonio Lo Nardo, Giuseppe Saporito e Cristina Demma, della Divisione Analisi e Ricerca Economica Territoriale della Banca d’Italia – Sede di Palermo.  “Nel 2024 – ha commentato il dott. Lo Nardo – l’attività economica in Sicilia ha rallentato, pur continuando a crescere a ritmi più sostenuti rispetto alla macroarea e all’Italia: secondo l’indicatore trimestrale dell’economia regionale (ITER), come anticipato dalla dott.ssa Caldarella, il prodotto è aumentato dell’1,3 per cento in media d’anno. Inoltre, l’andamento positivo del mercato del lavoro ha, in ogni caso, sostenuto il reddito delle famiglie siciliane. Nel 2024 secondo i dati della Rilevazione sulle forze di lavoro (RFL) dell’Istat l’occupazione siciliana ha continuato ad espandersi. La crescita, pari al 4,6 per cento, è stata meno intensa rispetto all’anno precedente (5,5 nel 2023), ma ancora ampiamente superiore a quella media nazionale e del Mezzogiorno (rispettivamente, 1,5 e 2,2 per cento)”.

Il tema del mercato del lavoro, insieme a quelli dell’occupazione giovanile, del sistema universitario, degli investimenti nelle nuove tecnologie, dell’Intelligenza Artificiale e non solo sono stati approfonditi dai dott.ri Saporito e Demma. Contestualmente, i dati di maggior rilevanza testimoniano che il mercato del lavoro si è rivelato il settore che a livello regionale ha dato le maggiori soddisfazioni nel breve e medio termine. Il +4,6 per cento di crescita occupazionale – come evidenziato dal dott. Saporito – per la Sicilia rappresenta un dato che, nel 2024, triplica la media nazionale. A tutto questo si aggiunge un aumento delle contrattualizzazioni a tempo indeterminato e una crescita del lavoro femminile, con un divario uomo-donna ancora stimato al 24 per cento. La popolazione occupata si attesta al 47 per cento, risultato ancora inferiore alle medie nazionali.

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