Beni per sei milioni di euro confiscati a coppia di coniugi

Visite: 1698

Questa mattina, nelle province di Messina e Crotone, i Carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto (ME) e personale della Direzione Investigativa Antimafia di Messina, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno dato esecuzione a un provvedimento di confisca emesso dal Tribunale di Messina – Sezione Misure di Prevenzione – nei confronti di una coppia di coniugi indiziata di appartenenza ad un’associazione di tipo mafioso.

La misura di prevenzione patrimoniale, fondata sulla pericolosità sociale qualificata dei destinatari, ritenuti espressione della famiglia mafiosa dei “Barcellonesi”, ha riguardato un ingente patrimonio, ritenuto frutto di attività illecite.

In particolare, sono stati sottoposti a confisca:

  • due società operanti nel settore edile,

  • dieci veicoli, inclusi mezzi d’opera,

  • un’abitazione residenziale e

  • dieci terreni agricoli,

per un valore complessivo stimato in circa sei milioni di euro.

Il provvedimento trae origine da una richiesta avanzata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina, all’esito di complesse attività investigative sfociate, nel gennaio 2018, nell’operazione denominata “Gotha IV”. In quell’occasione, i Carabinieri del Comando Provinciale di Messina avevano dato esecuzione a una misura cautelare nei confronti di 29 soggetti – capi e affiliati alla cosca mafiosa dei Barcellonesi – indagati, a vario titolo, per associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione, detenzione e porto illegale di armi, trasferimento fraudolento di valori e altri reati aggravati dal metodo mafioso.

Le successive indagini patrimoniali, delegate dalla Direzione Distrettuale Antimafia alla Direzione Investigativa Antimafia e alla Compagnia Carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto, hanno consentito di accertare la sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio accumulato dalla coppia. In particolare, è emerso che gli stessi, attraverso sistematiche attività estorsive ai danni di imprese impegnate in appalti pubblici, avevano acquisito fittiziamente partecipazioni societarie intestandole a terzi, con il duplice scopo di percepire illeciti profitti ed eludere le disposizioni in materia di prevenzione patrimoniale.

Già nel marzo 2018, gli stessi beni erano stati oggetto di un decreto di sequestro preventivo. Si precisa che per gli indagati vale il principio di non colpevolezza fino ad eventuale sentenza definitiva di condanna.

Leave your comments

Post comment as a guest

0
terms and condition.

Comments