La Corte dei Conti boccia la Delibera CIPESS sul Ponte dello Stretto
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La Corte dei Conti, ha negato il visto di legittimità e la conseguente registrazione della Delibera CIPESS n. 41 del 6 agosto 2025 sulla realizzazione del Ponte sullo stretto di Messina.
L'organo di controllo e di giurisdizione contabile ha messo in discussione la procedura amministrativa, riaccendendo il dibattito sull'opera da 13,5 miliardi di euro.
La delibera CIPESS aveva approvato il progetto definitivo del Ponte e assegnato le relative risorse finanziarie ma senza questo il "bollino" di legittimità della Corte dei Conti e la successiva registrazione, non può essere pubblicata in Gazzetta Ufficiale e, di conseguenza, non può produrre i suoi effetti amministrativi, bloccando l'avanzamento dell'iter.
I magistrati contabili hanno sollevato una serie di rilievi critici che, pur non essendo ancora stati formalizzati con la Deliberazione ufficiale (attesa entro 30 giorni), si concentrano su punti chiave del progetto e della sua riattivazione:
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Coperture Finanziarie: Sono stati sollevati dubbi sulla certezza e adeguatezza delle risorse economiche, soprattutto in relazione all'enorme costo complessivo dell'opera (circa 13,5 miliardi di euro).
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Conformità alle Normative Europee e Nazionali: È stata messa in discussione la conformità del progetto alle regole che disciplinano il superamento del 50% del costo iniziale in un progetto riattivato, oltre alla validità del contratto con il Contraente Generale (Eurolink-Webuild) rispetto al diritto europeo.
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Sicurezza e Ambiente: Persistono perplessità sulla piena conformità del progetto aggiornato alle normative ambientali, antisismiche e alla necessità di un nuovo parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sul progetto definitivo.
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Stime di Traffico: L'affidabilità delle previsioni sul traffico e sui ricavi è stata ritenuta incerta, elemento fondamentale per valutare la sostenibilità economica dell'infrastruttura.
Il "no" della Corte dei Conti non annulla definitivamente il progetto, ma ne blocca l'iter amministrativo immediato. Il Governo ha diverse opzioni, previste dalla legge, per proseguire l'opera:
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Nuova Delibera del CdM (Visto con Riserva): Il Consiglio dei Ministri (CdM) può decidere di non conformarsi al diniego della Corte, confermando la delibera. Questo è possibile se il Governo ritiene che l'atto risponda a un interesse pubblico superiore e indifferibile.
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Trasmissione alle Camere: Se il CdM decide di insistere, può trasmettere la comunicazione alle Camere del Parlamento (Senato e Camera dei Deputati). Sarà poi il Parlamento, con un atto di indirizzo politico, a porre un sigillo politico sull'opera, superando di fatto il rilievo tecnico-contabile della Corte.
La palla, dunque, è tornata in mano all'esecutivo, che ha già manifestato la ferma intenzione di andare avanti, definendo la questione un "attacco politico" o un'"invasione di campo" della magistratura contabile. L'evoluzione dell'iter dipenderà ora dalla rapidità e dalla modalità con cui il Governo risponderà ai rilievi della Corte per sbloccare l'avvio dei cantieri.

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