Oggi l'ultimo saluto al 16enne ucciso sabato sera a Capizzi
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Lutto cittadino oggi a Capizzi in concomitanza con i funerali del 16enne Giuseppe Di Dio ucciso sabato sera. La salma è stata restituita ai familiari dopo l'autopsia eseguita ieri pomeriggio, a Catania.
I funerali si terranno oggi, giovedì 6 novembre, alle ore 15, nel Santuario di San Giacomo, e saranno presieduti dal vescovo della diocesi di Patti, mons. Guglielmo Giombanco. Il sindaco Leonardo Principato Trosso con il lutto cittadino ha invitato l’intera comunità a stringersi attorno alla famiglia del ragazzo.
Nel pomeriggio di venerdì è in programma a Capizzi una fiaccolata in memoria di Giuseppe, organizzata dall’amministrazione comunale insieme ai cittadini. Il corteo partirà alle 18.30 da piazzale Tre Croci, all’ingresso del paese, e attraverserà il centro abitato lungo via Roma, lo stesso luogo in cui si è consumata la tragedia, per concludersi in piazza San Giacomo.
Le indagini
Sul fronte giudiziario, Giacomo Frasconà Filaro, accusato di aver ucciso con un colpo di pistola il 16enne , si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al giudice per le indagini preliminari. Il presunto omicida ha rilasciato solo una breve dichiarazione spontanea per tentare di scagionare il padre Antonio e il fratello Mario, anch’essi coinvolti nell’inchiesta.
L’interrogatorio si è svolto nella casa circondariale di Enna “Luigi Bodenza”, alla presenza del Gip Zelia Futura Maimone e del pubblico ministero Salvatore Interlandi. Diversamente da Giacomo, il padre e il fratello hanno deciso di rispondere alle domande degli inquirenti, fornendo la loro versione dei fatti.
I due hanno raccontato di essere stati avvertiti telefonicamente da un amico di Giacomo delle sue intenzioni e di essersi recati sul posto per cercare di fermarlo, senza sapere che fosse armato né che intendesse compiere un gesto così grave.
Il pubblico ministero ha chiesto la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere per tutti e tre gli indagati. Il Gip di Enna, accogliendo la richiesta della Procura, ha confermato i fermi e disposto che i tre restino in carcere.

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