l’ultimo viaggio di Loris accompagnato dal rombo dei motorini
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Un silenzio carico di dolore ha avvolto la Chiesa Madre Maria SS. Annunziata, dove una folla impressionante si è radunata per dare l’ultimo saluto a Loris, il diciassettenne di Brolo tragicamente scomparso in seguito a un incidente stradale avvenuto sulla Provinciale 146, tra Sinagra e Ponte Naso. Amici, compagni di scuola, insegnanti, cittadini dei paesi dei Nebrodi — molti giunti anche da Ucria e dai comuni vicini — hanno colmato ogni spazio disponibile, trasformando l’intera chiesa in un unico grande abbraccio collettivo.
La celebrazione è stata officiata da don Enzo Caruso, arciprete di Brolo, che con parole sobrie ma profonde ha invitato la comunità a restare unita nel dolore e a custodire il ricordo luminoso del giovane. Per onorare la memoria di Loris, l’amministrazione comunale aveva proclamato il lutto cittadino, un gesto che ha trovato piena condivisione in un paese che da giorni vive sospeso nello sgomento.
La bara bianca era giunta in chiesa nel primo pomeriggio. Ad attenderla, sguardi smarriti, lacrime silenziose e gli abbracci lunghi e tremanti di chi, fino a pochi giorni fa, divideva con Loris le ore di scuola e di quotidianità.
In particolare i ragazzi dell’IT “Merendino” di Capo d’Orlando, istituto che Loris frequentava, hanno voluto ricordarlo con parole semplici ma piene d’affetto: lo hanno descritto come un amico capace di far sorridere tutti, uno di quei punti di riferimento che, nonostante l’età, sanno dare luce anche nelle giornate più difficili.
Molti insegnanti e coetanei arrivati dai comuni del comprensorio nebroideo hanno voluto esserci, segno concreto di quanto la scomparsa del ragazzo abbia colpito profondamente l’intera comunità, ben oltre i confini di Brolo.
Loris era rimasto coinvolto nell’incidente lo scorso 20 novembre, lungo la SP 146, nel tratto che collega Ponte Naso a Sinagra. Viaggiava come passeggero su una Mini Cooper guidata da un amico diciottenne, anch’egli di Brolo. L’auto si era scontrata violentemente con una Peugeot 208 condotta da una giovane donna, rimasta ferita.
Le condizioni dei due ragazzi erano apparse da subito drammatiche. Dopo due giorni di lotta disperata, il cuore di Loris si è fermato, lasciando un vuoto enorme nella vita di chi lo conosceva. Le cause dell’impatto restano in fase di accertamento da parte delle autorità.
Il momento più toccante nella piazza del cimitero. Decine e decine di motorini — simbolo di quella gioventù di cui Loris faceva parte — si sono disposti in cerchio. Il motorino del ragazzo, accostato alla bara bianca, ha guidato il corteo per un ultimo giro, accompagnato dal rombo dei motori, trasformato per un istante in un grido collettivo di affetto e addio.
Loris rimarrà vivo nei ricordi dei suoi amici, nei corridoi della scuola, nei sorrisi che sapeva regalare e in quel senso di presenza che, come hanno detto in molti, non smetterà mai di accompagnare chi gli ha voluto bene.

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