Il Governatore Panetta all’inaugurazione dell’Anno Accademico di UniMe

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Presso l’Aula Magna del Rettorato si è svolta la Cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico 2025/2026 dell’Università di Messina, il 478° dalla fondazione dell’Ateneo. Ospite d’onore il Governatore della Banca d’Italia, dott. Fabio Panetta.

Nel suo intervento, la Rettrice prof.ssa Giovanna Spatari ha ribadito il ruolo pubblico dell’Università come comunità di studio e responsabilità civile, richiamando il valore simbolico dell’ex sede della Banca d’Italia, restituita alla città e destinata a ospitare spazi per studio, ricerca e conservazione della memoria storica. Nel bilancio delle attività 2025, ha evidenziato il rafforzamento del dialogo con il territorio, l’attenzione al diritto allo studio, al welfare e al benessere degli studenti, nonché i risultati conseguiti nella ricerca e nel reclutamento, con oltre 90 giovani ricercatori. Centrale anche il richiamo alla legalità, alla trasparenza amministrativa e alla necessità di rendere strutturali gli investimenti del PNRR. In chiusura, la Rettrice ha indicato tre parole chiave per il futuro dell’Ateneo: persone, qualità, fiducia.

Nella prolusione, il Governatore Fabio Panetta ha sottolineato il ruolo strategico delle Università nel trasformare la conoscenza in progresso economico e sociale, in un contesto segnato da profonde trasformazioni globali. Ha evidenziato come Messina, crocevia di culture e saperi, incarni al tempo stesso le criticità e le potenzialità del Paese, indicando nell’alta formazione, nella ricerca e nella qualità delle istituzioni gli strumenti per uno sviluppo sostenibile e inclusivo.

Sono intervenuti anche la rappresentante del Personale Tecnico-Amministrativo, dott.ssa Clorinda Capria, che ha richiamato l’importanza del contributo quotidiano del personale ai servizi dell’Ateneo, e il rappresentante degli studenti, Fabrizio Sbilordo, che ha dato voce alle aspettative e alle difficoltà delle nuove generazioni, sottolineando il valore della restituzione alla città dell’ex sede della Banca d’Italia come presidio culturale e segnale di fiducia nel futuro del territorio.

La cerimonia è stata accompagnata dagli interventi musicali del Coro d’Ateneo, diretto dai Maestri Umberto e Giulio Arena, con l’esecuzione del Gaudeamus Igitur e dell’Inno di Mameli.

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