Il settore vivaistico messinese avvia un percorso unitario e condiviso

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Una compattezza senza precedenti nel panorama vivaistico messinese: circa duecento imprenditori si sono riuniti nei giorni scorsi a Terme Vigliatore per riaffermare la dignità di un intero comparto e delinearne con chiarezza il futuro.

È stato un incontro storico per entusiasmo e partecipazione, con produttori provenienti da Falcone, Furnari, Mazzarrà Sant’Andrea, Terme Vigliatore, Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo. Insieme hanno rivendicato l’eccellenza di un polo produttivo che oggi rappresenta il cuore economico e l’avanguardia agro-tecnologica della provincia di Messina.

In una sala gremita come mai prima d’ora, il segnale più forte è arrivato dalla composizione della platea: accanto alle figure storiche e ai veterani del settore, erano presenti numerosi giovani imprenditori. Questo dialogo tra generazioni costituisce la vera forza dell’iniziativa. Se i pionieri hanno avuto la determinazione di costruire dal nulla questo polo, coniugando vocazione e resilienza, alle nuove generazioni è oggi affidata la sfida della modernità. Un approccio innovativo, supportato dagli strumenti di comunicazione digitale, consentirà di rafforzare la coesione del comparto e di raccontarne con trasparenza il valore.

La realtà produttiva messinese si distingue anche per autentiche storie di integrazione. I collaboratori europei ed extracomunitari sono ormai parte integrante del tessuto sociale ed economico locale. Molti hanno acquistato casa e trasferito qui le proprie famiglie; i loro figli crescono insieme a quelli dei titolari delle aziende. Emblematico è il caso della frazione di Vigliatore, dove ogni mattina, lungo le strade che conducono a scuola, si incrociano genitori appartenenti ad almeno undici etnie diverse. Una comunità multiculturale unita dal lavoro regolare, in cui i ragazzi studiano e giocano insieme e gli adulti si confrontano nel rispetto reciproco delle proprie radici.

Nel corso degli interventi è stata definita un’agenda di temi che verranno affrontati progressivamente, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale. Le aziende del settore sono infatti chiamate dai mercati a rispettare rigorosi protocolli produttivi, a tutela della qualità e dell’ecosistema. È stato tuttavia sottolineato come il vivaismo sia, a tutti gli effetti, un’industria verde: un patrimonio di biodiversità che conta milioni di piante e che contribuisce attivamente alla produzione di ossigeno. Lo dimostra la presenza costante di insetti pronubi, api, farfalle e uccelli, veri indicatori naturali di un ambiente sano; senza questo equilibrio, gli agrumi ornamentali non potrebbero fruttificare.

Obiettivo dell’iniziativa è la creazione di un’associazione di categoria autonoma e apolitica. Fare squadra consentirà al comparto di esprimere una voce unica nell’affrontare le calamità naturali, cogliere le opportunità offerte dall’innovazione tecnica e dialogare in modo strutturato con le istituzioni a ogni livello. Il settore vivaistico rappresenta oggi il principale polmone economico della zona, una forza capace di generare valore e occupazione, sia diretta che indiretta, in modo capillare sul territorio.

Alla luce di queste premesse, nei prossimi giorni verrà costituito un gruppo di rappresentanza composto da due vivaisti per ciascun comune. La serata si è infine conclusa con una cena conviviale, in un clima festoso ma al tempo stesso determinato e consapevole delle sfide future.

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