Tumore al seno, al Policlinico di Messina la scherma diventa terapia
-
Visite: 470
La scherma come strumento di riabilitazione fisica e psicologica per le donne che hanno affrontato un tumore al seno. È questo il cuore del progetto “Nastro Rosa”, promosso dalla Federazione Italiana Scherma (FIS), che a Messina coinvolge dodici pazienti oncologiche seguite dalla UOC di Oncologia dell’AOU “G. Martino”.
Le partecipanti stanno seguendo un corso di scherma pensato su misura per le loro esigenze, con l’obiettivo di favorire il recupero funzionale dell’arto superiore e migliorare il benessere emotivo dopo le cure oncologiche.
Il progetto, attivo da anni su scala nazionale con il sostegno di Sport e Salute, ha recentemente rafforzato la collaborazione con l’Associazione Nazionale Donne Operate al Seno (ANDOS). Il coordinamento scientifico è affidato al Prof. Massimiliano Berretta, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Oncologia.
In occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro, un’équipe multidisciplinare ha incontrato le pazienti anche in palestra per illustrare i benefici della scherma sul corpo e sulla mente. A Messina le attività si svolgono presso il Club Scherma Messina, all’interno dell’Istituto “Annibale Maria di Francia – Scuola Spirito Santo”, in un contesto esterno all’ospedale che favorisce socializzazione e condivisione.
Gli allenamenti si tengono due volte a settimana sotto la guida del maestro Letterio Cutugno, fondatore del Club Scherma Messina, fiorettista e spadista con una lunga carriera sportiva e una consolidata esperienza anche nello studio degli aspetti psicologici legati alla pratica sportiva.
«Il tumore al seno e i trattamenti incidono profondamente sulla qualità di vita delle donne – spiega il Prof. Massimiliano Berretta –. Questo progetto nasce come ricerca scientifica e oggi trova una concreta applicazione clinica. Messina è la seconda realtà siciliana ad attivare il percorso e il nostro centro è attualmente il secondo in Italia per numero di pazienti coinvolte. Promuovere uno stile di vita attivo, insieme a una corretta alimentazione, significa investire in prevenzione e riduzione del rischio di recidive».
Le pazienti sono seguite da un team composto da oncologi, fisiatri, fisioterapisti, psicologi e una biologa nutrizionista. Un approccio integrato che mira a prendersi cura della persona nella sua globalità, andando oltre la sola terapia farmacologica.
«Si tratta di una forma di terapia non convenzionale – sottolinea la rettrice dell’Università di Messina, Prof.ssa Giovanna Spatari – capace di incidere positivamente sul piano emotivo e relazionale e di accompagnare le pazienti nel percorso di ritorno alla quotidianità».
Soddisfazione anche da parte della direzione amministrativa dell’AOU. «Iniziative come questa – evidenzia la Dott.ssa Elvira Amata – rafforzano un modello di cura attento anche alla dimensione umana della malattia».
La Scherma-Terapia post-mastectomia, nata in Francia, favorisce una mobilizzazione graduale della spalla, migliora postura ed equilibrio e, secondo studi clinici, contribuisce alla riduzione di ansia e depressione, potenziando la capacità di affrontare lo stress e il percorso di guarigione.

Leave your comments
Post comment as a guest