Gangi rivive la tradizione della Domenica delle Palme
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Migliaia di persone hanno visitato il borgo di Gangi in occasione della Domenica delle Palme, una delle celebrazioni più sentite e identitarie della comunità gangitana. Un appuntamento che va oltre il rito religioso, configurandosi come patrimonio immateriale annoverato tra le dieci manifestazioni sacre più importanti d’Italia: un intreccio vivo di fede, memoria e partecipazione popolare che si rinnova da secoli.
La processione rievoca l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, ma a Gangi, nel cuore delle Madonie, assume un carattere unico, scandito dal suono profondo e ipnotico dei Tamburinara. Un ritmo che si diffonde a grande distanza, rimbalza sulle pietre del centro storico e trasforma il percorso in un cammino di intensa spiritualità.
Ad aprire il corteo sono i confrati delle dodici confraternite, che avanzano lentamente indossando le tradizionali casacche decorate con le effigi dei santi protettori. A turno portano sulle spalle le pesanti palme, fissate alla “cunocchia”, l’asse centrale in legno attorno al quale prende forma l’intera struttura. Le palme, ornate con fiori e datteri, sono impreziosite da minuziose lavorazioni realizzate intrecciando le foglie più tenere: un sapere antico, tramandato di generazione in generazione.
Tra i momenti più attesi, il passaggio sotto gli archi della millenaria Torre dei Ventimiglia, dove i ventiquattro Tamburinara si esibiscono all’unisono. Ne nasce un’esplosione sonora che vibra nel petto, capace di generare ogni anno un forte impatto emotivo e scenico, richiamando fedeli e visitatori da tutta la Sicilia.
A guidare la celebrazione sono i parroci don Giuseppe Amato e don Massimo Alfonzo. «Anche quest’anno la Domenica delle Palme ha richiamato fedeli da tutta l’isola – afferma il sindaco di Gangi, Giuseppe Ferrarello –. Un appuntamento unico in tutta Italia, che custodisce la nostra identità e la nostra storia. Un grazie alla comunità ecclesiale, alle confraternite, all’associazione I Tamburinara di Gangi, alla Pro Loco e alle forze dell’ordine».

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