Troina si prepara alla “Festa dei Rami” 2026

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Troina si prepara alla “Festa dei Rami” 2026 tra fede, tradizione e pellegrinaggio nel nome di San Silvestro.

La celebrazione, che si svolge tradizionalmente la penultima domenica di maggio, affonda le proprie radici in un passato lontano, tramandato oralmente di generazione in generazione, e conserva ancora oggi il fascino autentico dei grandi riti devozionali del Mediterraneo.

L’evento rappresenta non solo una celebrazione religiosa, ma anche un forte momento identitario che coinvolge l’intera comunità troinese e numerosi fedeli provenienti dai paesi vicini.

San Silvestro Monaco, vissuto tra l’XI e il XII secolo, è una delle figure spirituali più amate della tradizione religiosa troinese. Monaco basiliano, eremita, viene venerato come protettore della città e simbolo di umiltà, sacrificio e devozione.

La Festa dei Rami non è soltanto una ricorrenza religiosa, ma un vero e proprio rito collettivo che unisce spiritualità, fatica fisica e contatto con la natura.

Protagonisti della festa sono i Ramara, i devoti che compiono il pellegrinaggio votivo in onore del Santo. Il loro viaggio ha inizio nella notte del giovedì che precede la festa, quando numerosi fedeli si radunano presso la Chiesa di San Silvestro. Da lì parte un lungo e toccante cammino a piedi verso i boschi dei Nebrodi.

Il pellegrinaggio conserva ancora oggi i caratteri dell’antico voto penitenziale: i partecipanti affrontano ore di cammino, dormono all’aperto e condividono la vita essenziale del bosco. L’alloro che andranno a raccogliere rappresenta il simbolo della promessa fatta al Santo, per una grazia ricevuta o da chiedere.

Alle prime luci dell’alba i ramara raggiungono una grande radura nel cuore dei Nebrodi. Qui vengono accesi i fuochi, preparati i bivacchi e consumati pasti semplici fatti di pane, prodotti caserecci e vino condiviso fraternamente. La dimensione conviviale si intreccia con quella spirituale, trasformando il pellegrinaggio in un’esperienza di comunità e fratellanza.

L’Anghira di Faccilonga: il santuario naturale dell’alloro

Uno dei momenti più intensi del rito è il raggiungimento dell’Anghira di Faccilonga, luogo immerso nel silenzio del bosco dove cresce spontaneamente l’alloro sacro.

I ramara si calano lungo i pendii per raccogliere alcuni ramoscelli d’alloro. È un gesto semplice ma carico di significato simbolico: il contatto con la pianta rappresenta il compimento del voto e il legame diretto con San Silvestro.

Quando i pellegrini fanno ritorno al campo base vengono accolti dal rullo festoso dei tamburi. In serata si svolge l’antico rito del ringraziamento: si forma un grande cerchio di devoti e, tra canti tradizionali, si inneggia al Santo.

Il ritorno a Troina e la “bon vinuta”

All’alba del sabato i ramara intraprendono il viaggio di ritorno verso Troina. Lungo il percorso, specialmente nel tratto che da Fontana Fredda conduce al ponte di Faidda, i pellegrini vengono accolti dai fedeli rimasti in paese.

Qui si rinnova il rito della “bon vinuta”: vino, biscotti e prodotti tradizionali vengono offerti ai ramara da quanti, pur non avendo partecipato al pellegrinaggio, desiderano sciogliere il proprio voto attraverso un gesto di ospitalità e condivisione. È uno dei momenti più emozionanti della festa, perché sancisce simbolicamente il ritorno dei pellegrini alla comunità.

La grande sfilata dei Rami

La domenica mattina Troina si trasforma in un grande teatro della devozione popolare. Alte aste di legno adornate con rami d’alloro vengono decorate con fiori, nastri colorati, immagini sacre, bambole e festoni. Portate a spalla dai devoti, sfilano lentamente per le vie del paese accompagnate dal ritmo incessante dei tamburi.

Tra le invocazioni tradizionali risuona il grido:

“Viva Diu e San Suvviestu e lu Patriarca San Giusieppi e lu Santissimu Sacramientu!”

In mattinata, alle ore 8:00, si svolgono la benedizione del cibo offerto dai partecipanti al pellegrinaggio e la solenne tavolata in onore del Santo Patrono.

Alle ore 10:00 hanno luogo lo spettacolo pirotecnico e la tradizionale sfilata dei “Rami” per le vie di Troina. I pellegrini raggiungono la Chiesa Madre, situata nella parte alta dell’abitato, per poi dirigersi verso la Chiesa di San Silvestro dove, alle ore 13:00, partecipano alla Santa Messa e alla benedizione dei rami. Al termine della celebrazione, i Ramara, rendono omaggio alla tomba del Santo offrendo la cera e l’olio della lampada votiva, sciogliendo così il loro voto.

La Festa dei Rami continua ancora oggi a essere uno degli eventi religiosi e antropologici più importanti dell’entroterra siciliano. Nonostante il passare del tempo, il rito, anche grazie all'associazione “I Ramara”, mantiene intatta la sua autenticità: un intreccio di fede, sacrificio, folklore e appartenenza che continua a coinvolgere intere generazioni.

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