Palermo e Santo Stefano di Camastra protagoniste del dialogo mediterraneo: delegazioni da 42 Paesi
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La Sicilia si è trasformata per un giorno nel cuore pulsante del dialogo euro-mediterraneo, ospitando un'importante doppia iniziativa che ha riunito rappresentanti istituzionali provenienti da 42 Paesi dell'area mediterranea. Un appuntamento di rilievo internazionale che ha intrecciato diplomazia, cooperazione, sviluppo agricolo e valorizzazione delle identità territoriali, confermando il ruolo strategico dell'Isola nel contesto mediterraneo.
La giornata, promossa dall'europarlamentare Giuseppe Antoci, presidente della Delegazione del Parlamento europeo all'Assemblea parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo (DMED), ha preso il via a Palermo, nella prestigiosa cornice di Palazzo dei Normanni, sede dei lavori della Commissione Politica dell'Assemblea Parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo (AP-UpM).
Le delegazioni internazionali sono state accolte con una visita istituzionale al Palazzo Reale e alla Cappella Palatina, simboli della storia multiculturale della Sicilia e della sua naturale vocazione a fungere da ponte tra Europa, Africa e Medio Oriente. Successivamente, nella Sala d'Ercole, si è svolto il confronto politico sui principali temi che interessano l'area mediterranea, in una fase storica segnata da tensioni geopolitiche e nuove sfide internazionali.
«L'Assemblea del Mediterraneo si occupa delle emergenze di questo momento storico, quindi della sicurezza e della pace fra le due sponde del mare», ha dichiarato Giuseppe Antoci a margine dei lavori. «La commissione è composta da 42 delegazioni degli Stati del Mediterraneo per discutere della raccomandazione che uscirà ufficialmente al Cairo il prossimo 5 luglio. Serve vedere il Mediterraneo non come un mare che divide, ma come un mare che unisce, non come un mare di morte ma come un mare di speranza».
L'eurodeputato ha inoltre sottolineato l'importanza della scelta della Sicilia quale sede dell'incontro: «La Sicilia, che ha una posizione strategica, può avere un'occasione importante attraverso questo incontro. Ho voluto che si svolgesse qui anche perché la Commissione non si era mai riunita in Italia».
Nel pomeriggio l'attenzione si è spostata a Santo Stefano di Camastra, che ha ospitato "Agri Med Europe", iniziativa dedicata al futuro dell'agricoltura nel Mediterraneo e al rapporto tra politiche europee, sostenibilità e sviluppo rurale.
L'arrivo delle delegazioni è stato accolto da un suggestivo programma di esibizioni folkloristiche e musicali con la partecipazione del Gruppo Folk Amastra, dei Giudei di San Fratello, dell'Associazione Musicale Santa Cecilia di Santo Stefano di Camastra e dei Giganti di Mistretta, offrendo agli ospiti un'immersione nelle tradizioni culturali del territorio.
Momento centrale del pomeriggio è stato il convegno istituzionale dal titolo "Cosa serve dall'Europa per sostenere i produttori agricoli", durante il quale rappresentanti delle istituzioni europee, amministratori e operatori del settore hanno discusso delle sfide che attendono il comparto agricolo, tra innovazione, competitività e tutela delle produzioni locali.
A seguire sono stati inaugurati gli spazi espositivi dedicati alle eccellenze agroalimentari europee e mediterranee, trasformando il centro cittadino in una vetrina internazionale delle identità territoriali. Degustazioni, spettacoli e iniziative culturali diffuse tra Piazza Belvedere, Via Umberto I e Viale delle Palme hanno animato la città fino alla serata.
La giornata si è conclusa con la cena di gala ospitata a Palazzo Trabia, ultimo atto di un evento che ha saputo coniugare relazioni internazionali, promozione economica e valorizzazione del patrimonio culturale siciliano.
L'iniziativa ha rappresentato non soltanto un importante momento di confronto diplomatico, ma anche una significativa occasione di promozione per la Sicilia, sempre più protagonista nelle dinamiche del Mediterraneo. Palermo e Santo Stefano di Camastra hanno così offerto l'immagine di un territorio capace di dialogare con l'Europa e con i Paesi della sponda sud del mare, mantenendo saldo il legame con le proprie radici culturali, produttive e identitarie.

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